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Società

IL CASO/ Parma “si stacca” dall’Italia e fa un quoziente a misura di famiglia

A Parma, il sindaco Pietro Vignali ha dato avvio da circa un anno a un progetto innovativo che dal 2010 inizierà a incidere in modo positivo sulla vita delle persone: un nuovo welfare a misura di famiglia

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Il nuovo welfare nasce dal basso. E non può essere diversamente. L’intero sistema si fonda infatti da un lato sul ruolo programmatorio delle Regioni, dall’altro sul protagonismo necessario dei Comuni. A questi ultimi in particolare è affidata non solo la gestione dell’ordinario, ma anche (e soprattutto) la ricerca di modalità innovative che sperimentino nuovi strumenti per la risposta al bisogno che cambia.

 

Diventa allora importante guardare in basso, là dove le necessità delle persone possono essere direttamente incontrate. Sono i sindaci, gli assessori, i dirigenti e gli assistenti sociali quelli che conoscono meglio di tutti il bisogno. Ed è un bisogno non sociologico, non indifferenziato, non numerico, ma al contrario individualizzato, con un nome e un cognome. Solo lì, tra le strade dei Comuni piccoli e grandi del Paese, le grandi categorie (anziani, disabili, tossicodipendenti, minori, famiglie) diventano volti, con bisogni concretissimi e specialissimi.

Parlare di sussidiarietà verticale significa questo, o altrimenti non significa nulla. Il potere (e i soldi) che si spostano dal centro alle periferie devono servire le persone, altrimenti avremo fatto una rivoluzione inutile.

Esistono esempi virtuosi che sembrano andare proprio in questa direzione. Uno in particolare sta balzando agli onori delle cronaca, grazie a un percorso di riforma del sistema di welfare che dichiaratamente si rifà a due assunti culturalmente innovativi: la centralità della famiglia come soggetto attivo delle politiche sociali, la sussidiarietà come architrave per la riforma.

Il caso in questione è quello di Parma, dove il sindaco Pietro Vignali ha dato avvio da circa un anno a un processo che dal prossimo anno inizierà ad incidere profondamente sulla vita delle persone. La prossima settimana è stata convocata una grande assemblea aperta, il cui titolo riassume il programma: “Per un welfare sussidiario a misura di famiglia”. In quell’occasione saranno raccolte le proposte e le speranze della città. E al termine sarà lo stesso Vignali ad annunciare le linee di sviluppo della riforma.

Due saranno in particolare gli strumenti innovativi che l’amministrazione preannuncia voler attuare. Da un lato l’ormai noto “quoziente Parma”, ovvero il tentativo di inserire in modo strutturale la logica del quoziente famigliare nelle procedure di accesso ai servizi.

Proviamo a spiegarci. Oggi la famiglia che volesse richiede la possibilità di accedere a servizi o provvidenze pubbliche è chiamato a compilare un modello (l’ISEE) finalizzato a comprendere la situazione socio-economica del nucleo. Il modello, utilizzato su vasta scala in tutta Italia, ha un difetto grave: quello di non tenere conto adeguatamente dei carichi di cura presenti nella famiglia.


COMMENTI
09/01/2010 - Quoziente si ma RESPONSABILIZZANDO figli in primis (marco penazza)

Bellissima l'iniziativa del Sindaco di Parma, verissimo di proporzionare le risorse o gli sgravi a seconda del numero dei Figli, ma ancora una volta si "danno i pesci da mangiare, e non la canna da pesca" per rendere le famiglie autonome di pescarsi quanto pesce necessita e RESPONSABILIZZARE/EDUCARE i figli e la famiglia realmente in maniera consapevole, significa: personalmente ho tre figli con mia moglie, un universitario, una liceale, una scuola media....le risorse sono mie e di mia moglie che fanno cumulo ai fini isee, ma mio figlio e mia figlia, maggiori, spesso si danno da fare con lavori saltuari alle dipendenze, ed il reddito che loro possono accumulare non deve essere superiore ai 2800euro complessivi annui, se sforano in più dei 2800euro, ai fini stato di famiglia, assegni familiari, e quanto altro, vengono subito declassati, come se fossero ato sufficienti..SECONDO ME IN ETà DI STUDIO CON ESAMI IN ORDINE O POCO IN RITARDO, OGNI TIPO DI ENTRATA, TANTA O POCA, FISSA, O SALTUARIA CHE SIA, NON DOVREBBE ESSERE IN ALCUN MODO CONSIDERATA AI FINI DEL REDDITO CUMULATIVO TOTALE FAMILIARE.Investire nella formazione dei figli è importante, ed ha dei costi molto importanti tra quelli diretti e quelli indiretti/occulti, ma di cui una famiglia si fa carico. Anche li deve essere comunque tutto finalizzato ad un CRITERIOMERITOCRATICO dei figli studenti, ma anche della famiglia virtuosa che dimostra l'investimento continuo e costante nella formazione dei propri figli,AUTOCERTIFICA