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Società

ELUANA/ La "regia" dei Radicali che trasforma il dramma in un simbolo

Il ministro Sacconi è indagato per il reato di “violenza privata” davanti al Tribunale dei ministri, in seguito a una denuncia dei radicali. Un atto dovuto o una azione dimostrativa?

eluana_sorriso_R375.jpg(Foto)

Il ministro Sacconi è indagato per il reato di “violenza privata” davanti al Tribunale dei ministri, in seguito a una denuncia dei radicali. L’atto dello scorso dicembre che il Ministro ha rivolto alle strutture sanitarie pubbliche e private impedendo di interrompere l’alimentazione di Eluana è considerato dai radicali un atto di violenza privata, perseguibile ai sensi del codice penale: “chiunque, con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”.

Si può seriamente ritenere che un atto ministeriale, foss’anche illegittimo, rientri negli estremi del reato di violenza privata? L’accusa è stata portata davanti al tribunale dei ministri, cioè quel tribunale competente a giudicare i reati commessi dai membri del Governo nell’esercizio delle loro funzioni. Ma come può costituire violenza privata, un atto pubblico, commesso da un soggetto nell’esercizio delle sue funzioni, rivolto nei confronti di una struttura pubblica? Si tratta evidentemente di un’azione dimostrativa e simbolica, che mira ad alzare i toni del conflitto tra politica e magistratura. Un’azione molto probabilmente inefficace e certamente sproporzionata rispetto all’obiettivo.

Ammettiamo pure che l’atto di indirizzo del Ministro presenti elementi di dubbia legittimità. Come tutti gli atti illegittimi potrebbe essere annullato dagli organi giurisdizionali competenti: in questo caso si poteva immaginare un giudizio davanti al tribunale amministrativo o davanti alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzioni.

L’ordinamento ha le sue garanzie per tutti i casi di atti illegittimi.

Perché aprire un processo penale indirizzato contro la persona del Ministro? Evidentemente l’unico scopo è quello di attirare i riflettori della stampa e dei media. Se l’obiettivo fosse quello di far annullare l’atto di indirizzo sarebbe stato più appropriato e conveniente impugnare l’atto, non far indagare il Ministro. Ma il processo penale ha sempre un che di sensazionale, che permette di riaccendere i conflitti e rianimare le polemiche.

Il Ministro non ha molto da temere. I reati ministeriali non possono essere perseguiti se non previa autorizzazione parlamentare. Dunque la politica avrà il suo strumento per interrompere prontamente un procedimento penale fantasioso.

L’unico risultato di questa stravagante iniziativa sarà che di nuovo la vita di Eluana – come già fu per Piergiorgio Welby – sarà ridotta a simbolo e a pretesto per inasprire un conflitto politico e culturale. Poco importa che al centro della contesa ci sia il destino di una vita, presa a pretesto per l’ennesima operazione strumentale.

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COMMENTI
20/01/2009 - Sempre a proposito di eluana. (Carla D'Agostino Ungaretti)

Ma questi radicali ci sono o ci fanno? Che cosa ha fatto di tanto scandaloso il Ministro Sacconi se non dare retta (giustamente)a un parere del Comitato Nazionale di Bioetica del 2005 che definiva l'alimentazione e l'idratazione artificiali trattamenti normali dei pazienti in SV e non accanimento terapeutico? Andassero a informarsi prima di agire a vanvera! Il Ministro doveva tacere e non prendere decisioni? E allora delle due, l'una: o si rimaneva fermi alla prassi consolidata (alimentare comunque la paziente) o, nel dubbio, si doveva seguire comunque la strada più prudente (data che è in ballo una vita umana)e cioè la stessa cosa: alimentare e idratare Eluana. Il Ministro non ha fatto altro che rammentare a chi se lo era scordato che il distacco del sondino sarebbe stato un atto di rilevanza penale con le relative conseguenze a carico dei responsabili.

 
19/01/2009 - PREDICATORI SENZA ...CERVELLO (Bruno Maffezzoli)

Nessuno può sapere cosa passa per la testa di un padre che vede la sua bella e giovane figlia, bloccata a letto e bisognosa di tutto. Nessuno può rimproverare al sig. Englaro, dopo 16 anni, di non farcela più. Ma dal Momento che il Sig. Englaro, ha scelto di accanirsi con tutte le sue forze per "spegnere" sua figlia, non permettendo nemmeno a chi si era offerto di accudirla per sempre (come stava già facendo)di continuare a farlo, penso che una critica sia consentita. Specie dal momento che ha scelto di far diventare il "caso" di sua figlia, una battaglia politica e di principio (lui e non gli altri), e di farla diventare "legge per tutti". Nessuno nega al padre di Eluana il rispetto per il suo dolore. Ma non meritano nessun rispetto le sue scelte meschine, e l'accanimento con cui le ha perseguite (sicuramente guidato da cattivi maestri). Non mi si venga poi a dire che ha chiesto il silenzio ! Se uno vuole il silenzio non scrive un libro sulla "sua" vicenda e partecipa ad incontri pubblici e televisivi, ricevendo premi (per che cosa poi?) a destra e a manca (anche da qualche prete benpensante)per il suo "eroismo". Sono daccordo solo di una cosa con il signore che mi ha preceduto (quello dei SENZA CUORE). E' ora di finirla ! Ma non come intende lui ! E' ora di finirla di menare il can per l'aia. E' ora di guardare la nuda e semplicissima realtà. C'è una donna che è viva, e un "padre" che si sta facendo in quattro perchè qualcuno la faccia morire di fame !

 
19/01/2009 - Senza cuore? (Giuseppe Crippa)

A me non sembra, signor Comandini, che il principio di tutela della vita sia stato abbattuto sulle spalle del padre di Eluana. Semmai questo peso grava sulle spalle delle suore che ogni giorno accudiscono questa povera giovane donna, ed esse lo portano appunto dignitosamente in silenzio, con un amore incomprensibile a molti. E quando hanno parlato, sommessamente, è stato solo per chiedere di continuare a farlo…

 
19/01/2009 - la vita dell'uomo (Enzo Bezzi)

Certamente "I Radicali" vogliono alzare il tono dello scontro culturale. Non importa a loro la persona umana ma a tutti i costi vogliono rimanere sul palcoscenico trasformando il dramma in un simbolo per le loro idee di falsi diritti umani. Eluana è una persona creatura di Dio e in quanto tale nessun uomo può decidere la sua morte. L'uomo non nasce e non si fa da solo, prima di nascere non c'è, non lo vediamo, Dio lo crea, l'uomo non è padrone della sua vita e un altro uomo non può eliminarlo perchè la vita è di Dio. La vita non è neppure dei genitori che desiderano il figlio e si fanno tramite per metterlo alla luce, ma senza l'intervento di Dio Padre la loro azione non sortirebbe nulla! L'uomo senza Dio non può nulla e la vita dobbiamo sostenerla come coscienza del rapporto col Padre, come gloria di Cristo maestro che ci indica la strada e la direzione per raggiungere la verità di noi stessi. (enzo bezzi)

 
19/01/2009 - PREDICATORI SENZA CUORE (comandini peter)

Molti, anzi quasi tutti, sul caso Englaro, sono saliti sul pulpito o in cattedra per brandire la spada del PRINCIPIO (in sé astratto) di tutela della VITA per abbatterlo con tutta forza sulle spalle già provate del padre della donna, come se egli dovesse portare su di sé il carico non solo della sua tragica vicenda familiare, ma pure il fardello di ogni possibile battaglia sulla vita o per la vita. Ma la VITA è quella rispondente ad una definizione generale ed astratta oppure quella fatta di SINGOLE persone, di carne, lacrime e sangue... ed i suoi tutori sono quelli che si ERGONO a dar lezioni o quelli che si CHINANO a sentire la voce flebile di chi soffre, che sanno consolare gli afflitti, che riconoscono alla vita (o non vita?) di Eluana e della sua famiglia almeno la DIGNITA' del SILENZIO, dopo che l'ultima parola, almeno per la legge, è stata detta? Certo è che la Chiesa ha abbattuto la sua spada, il Governo ha abbattuto la sua spada (contravvenendo a sentenze definitive!) e tanti continuano da ogni dove a cantare in coro il loro alleluia dopo le prediche... Mah, a mio modesto avviso dopo l'ultima sentenza i riflettori sulla famiglia Englaro avrebbero dovuto spegnersi ed il dibattito proseguire se mai in vista di possibili proposte di legge. Ma così non è. Prima ancora del funerale della povera Eluana, di certo è stato celebrato quello del rispetto dovuto alla DIGNITA' umana, e per conto mio, politicamente, quello della LAICITA' dello Stato.

 
19/01/2009 - più radicale di così! (claudia mazzola)

E nel nostro frattempo Eluana è ancora viva, ci permettiamo di parlare dato che non c'è voce in lei, ma non per decidere cosa farne del suo corpo non è morta, ma per trovare soluzione su se la sua sia vita. Fatto! Per il fatto che la riteniamo non morta, come si può dire che non sia viva?