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Società

DIBATTITO/ Benedetto XVI scioglie il paradosso che inquina il mondo

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Questo fatto apparentemente ovvio elimina dal circuito rappresentativo tantissime persone: i minori, i non cittadini, i deboli, gli incapaci, gli anziani non autosufficienti, gli embrioni, insomma tutti quelli che la grande Hanna Arendt chiamava “gli apolidi”, i senza polis. Ma, soprattutto, questo esclude dalla rappresentanza, e quindi dalla discussione, le “generazioni successive” come dice il Papa, quelle composte da chi ancora non è nato.

 

Le questioni ambientali, per loro stessa natura, riguardano più i nostri figli che noi e su questo le democrazie, se affidate solo al principio di maggioranza, falliscono. Il triste e devastato scenario delle macerie (politiche) lasciate dal fallito summit mondiale di Copenaghen, evocato con preoccupazione dal Papa nel citato discorso ai diplomatici, è la dimostrazione di quanto questo paradosso paralizzi le democrazie contemporanee.

 

L’idea che si possa sacrificare un interesse proprio attuale per un bene futuro più grande per tutti richiede un fondamento che solo una concezione chiara di uomo e realtà può trasmettere; nessuna legge o trattato internazionale può produrre o sostituire questo giudizio sulla realtà che ci circonda.

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COMMENTI
15/01/2010 - voto plurimo (attilio sangiani)

non ricordo quale membro della Assemblea Costituente ( forse Giorgio la Pira ) aveva proposto il voto plurimo da attribuire agli elettori che hanno a carico minori,minorati psichici,e simili. Forse,per ora,è più attuabile il "quoziente familiare". Sono certo ( e risulta dagli atti della Assemblea Costituente ) che La Pira proponeva di iniziare la Costituzione con la invocazione a Dio ( come la Costituzione Americana ) per dare fondamento ai "diritti inviolabili ed ai doveri inderogabili ". Il problema è sempre quello messo in luce da Benedetto XVI: senza Dio non c'è etica. Senza etica non c'è vero ed efficace rispetto della natura e dell'ambiente. Con tristezza ricordo altresì che Benedetto Croce si fece beffe di la Pira e che i colleghi democristiani si affrettarono a dissuadere la Pira dal sostenere la sua proposta. Che miseria !

 
15/01/2010 - Amore e Ragione (Gianuizzi Caterina)

Anche l'amore per essere vero deve essere ragionevole. Invece forse l'ambientalismo come ideologia è un amore irrazionale, tanto è vero che al suo apice elimina l'uomo, cioè secondo l'ideologia ambientalista l'uomo è da eliminare perchè sarebbe il fattore negativo per la natura. Ma se l'amore non è ragionevole, cosa distingue l'uomo dagli animali e dalla natura? Questo amore sarebbe panteismo, non cristianesimo. Per questo secondo me il Papa punta tanto su un concetto grande di Ragione, perchè ha fiducia nelle possibilità che Dio ha dato all'uomo, che è a immagine di Dio, cioè non solo ha un cuore, ma anche una ragione (e una libertà).

 
15/01/2010 - Scioglie anche il mio cuore. (claudia mazzola)

Io so cosa non inquina me, credo nelle parole di Benedetto XVI!

 
15/01/2010 - dipende tutto da una concezione chiara dell'uomo? (romano calvo)

Il giusto riconoscimento per l'impegno ambientalista della Chiesa e del Pontefice, non si può più basare sul razionalismo ma semmai sull'amore di ciascun credente per la vita che lo circonda. Ricondurre invece ogni ragionamento (sull'ambiente, sulla politica e sull'economia)ai principi astratti della "concezione chiara dell'uomo" rischia di trasformare il messaggio cristiano in una ideologia. Non sarà la razionalità greca, quella che Ratzinger pone alla base dell'essere umano, a spingere e motivare gli uomini di buona volontà ed i credenti ad un rapporto migliore con l'ambiente. Il nucleo del cristianesimo, ciò che lo rende più umano (ed ambientalista)di qualsiasi altra religione, è la pratica della reciprocità, pratica che anticipa i principi dell'entropia e gli assunti del secondo principio della termodinamica. Un equilibrio dinamico basato sulla trascendenza,in cui l'io si fonda sul noi, permette ai cristiani di non pensare se stessi come padroni del mondo. La ragione greca e la "chiara concezione dell'uomo", tanto invocata dal Papa, portano invece ad una concezione strumentale del mondo fisico circostante, in cui l'essere umano si trova costretto nella gabbia di una legge a lui esterna, emanata dall'alto senza connessione con il più profondo anelito umano: l'altro. Reciprocità e non razionalità, questa è la base del messaggio cristiano e questa è l'energia che potrà salvare il nostro pianeta. Con o senza il beneplacito del Papa. romano.calvo@libero.it