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Società

PAPA/ Magister: ecco perchè usano gli scandali per attaccare la Chiesa

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Sì. Come un eccesso compiuto in famiglia, qualcosa che poteva o doveva essere sostanzialmente sopito invece che troncato in modo inesorabile. Ecco il perché di una tolleranza così ampia nel perseguire questi fatti.

 

Secondo lei che cosa rappresenta questo scandalo per la Chiesa di oggi?

 

Una prova di purificazione. Joseph Ratzinger, prima da cardinale e poi da papa, ha sempre visto bene l’elemento essenziale di queste colpe e come queste devono essere affrontate. Ha parlato di «sporcizia» nella chiesa. Che come tale è ancor più grave se impersonata da coloro che rivestono l’ordine sacro del sacerdozio, e che dovrebbero essere persona Christi, immagine di Cristo vivente. La risposta alla sporcizia è una grande purificazione.

 

Dunque Benedetto XVI non si è fatto cogliere impreparato?

 

No. Questo papa dà prova da tempo di un decisa opera di contrasto a questi comportamenti e di richiamo della Chiesa intera a un approccio penitenziale là dove ci sono stati. Sta facendo un lavoro molto energico di risveglio degli episcopati nazionali. Essi devono prendere coscienza della gravità di questi fatti, che sono azioni imputabili a persone precise, ma che proiettano la loro ombra sulla Chiesa intera.

 

Come valuta il recente discorso del papa sul sacerdozio al convegno organizzato dalla Congregazione per il clero?

 

Il papa ha ribadito il grande valore del celibato. Comunque mi lasci rilevare un fatto curioso: tutti coloro che minimamente si occupano del fenomeno pedofilia sono concordi nel dire che il celibato non c’entra proprio nulla. Tant’è vero che il reato è compiuto statisticamente da un numero nettamente più alto di persone sposate o che comunque hanno rapporti sessuali con donne.

 

Invece ogni volta che la polemica si riaccende su questi fatti, c’è la richiesta di ripensare la disciplina del celibato.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’intervista a Sandro Magister

  


COMMENTI
19/03/2010 - la perversione non e' frutto dell' astensione (Antonio Servadio)

Ringrazio Magister per la chiarezza. L'idea che questi episodi di perversione siano dovuti all'astensione sessuale, e che sarebbero prevenuti con l'abolizione del celibato e' di una superficialita' sconcertante.

 
16/03/2010 - Magister è convincente, ma... (Bruno Tommasini)

Magister è convincente sugli scandali, ma non laddove commenta l'opinione di Barbara Spinelli ed emette un giudizio drastico sul modernismo (sia pure neo) e soprattutto sul valore primaziale delle Scritture. Circa posto e l'uso delle Scritture va detto che se oggi, si rivaluta Rosmini, non si possono mantenere condanne o pregiudizi sulle "cinque piaghe" (la prima era la dimenticanza dei Vangeli). Modernismo:era tentativo (maldestro fin che si vuole)di non espungere mezzo mondo dal cattolicesimo, relegandolo nell'insignificanza devozionale (fideistica? caratteriale?). Nel dibattito Fede/Ragione c'è oggi facile destituzione del pensiero critico e un talvolta indecoroso ripescaggio dell'apologetica rissosa da campagna elettorale o da Caffè Teologico. Chi si occupa del rapporto Fede/Ragione deve necessariamente volgersi indietro e chiedersi,mi pare: 1)come poterono i cristiani(Padri e teologi)del primo millennio abbondante essere cristiani senza tomismo? 2) su quali basi il pensiero critico ha tolto peso alla metafisica? 3)è proprio vero che il Signore di Abramo,Isacco e Giacobbe,Padre di Gesù Cristo,ha necessariamente la forma del theòs di Aristotele,dato che l'antropologia veterotestamentaria e quella del mondo classico si toccano,ma non coincidono? 4)è proprio vero che il credo nella resurrezione della carne può essere sperato come sopravvivenza di un'anima-idea formale (Aristotele,Platone) o larva da mito greco? Non è allora meglio sperare di tornare nel seno di Abramo?