Società
mercoledì 17 marzo 2010
La Chiesa è sconvolta dallo scandalo dei preti pedofili e le denunce delle vittime si moltiplicano. «È una pagina molto triste - dice Giulio Sapelli - e mi amareggia vedere il papa in prima pagina per queste cose. Viene però da chiedersi se dai media di oggi potremmo aspettarci qualcosa di molto diverso. Gli scandali sono gravi ma non c’è peggior cosa per un cattolico che chiedere continuamente scusa al mondo».
Molti fedeli, soprattutto in Germania, accusano la Chiesa di tacere. In realtà lo stesso Benedetto XVI ha condannato più volte gli abusi con una severità crescente, ma è diffusa la sensazione che non basti mai. Perché?
La prima ragione è che questo scandalo è enorme. Far del male ai bambini è e rimarrà sempre una cosa tremenda, che grida vendetta al cospetto di Dio, come ha ripetuto il papa dicendo quello che la Chiesa ha sempre detto. Lascio ai cattolici «adulti» di fare analisi su come rinnovare la Chiesa, fiducioso che per nostra fortuna non verranno mai accolte. Noi cattolici «minorenni» - perché il vero cattolico o è minorenne o non è cattolico - non dobbiamo però perdere in cuor nostro il senso delle proporzioni.
Anche su tristi fatti come questi?
La pedofilia è una piaga mondiale ma sono convinto che la Chiesa sia solo sfiorata da questo fenomeno: ho letto di uno 0,5 per cento di casi di pedofilia che la riguardano direttamente. La Chiesa stessa non deve perdere la testa e pensare - come già stanno facendo alcuni - che la pedofilia sia nella Chiesa un peccato di massa. Sarebbe la prima vittoria dei suoi nemici.
Sotto accusa è finito il celibato dei preti.
Il celibato è l’elemento essenziale della vocazione religiosa e della dedicazione della corporeità alla fede. Fa scandalo perché eccede completamente le misure della società pornografica di oggi, che ritenendolo inconcepibile fa di tutto per abbatterlo. Ecco perché il tradimento e la caduta determinano l’apoteosi nichilista degli accusatori.
La Chiesa dunque non dovrebbe fare un passo indietro sul celibato?
Clicca >> qui sotto per continuare l’intervista a Giulio Sapelli
Il tormentone del calo delle vocazioni, poi i vari attacchi alla Chiesa inducono il sentimento che le sorti siano avverse alla Chiesa. A me pare che ci siano state epoche passate ben peggiori. In fondo tutti questi problemi attuali sono buone occasioni di miglioramento. Meglio meno vocazioni ma che siano tutte autentiche fino in fondo. Gent.ma Sig.ra Mazzola, per quale motivo guardare con ammirazione e gradimento una bella donna dovrebbe essere scandaloso ? Forse il pensiero arcaico o pre-moderno non e' reperibile solo fra i cattolici della "bacchettona" Irlanda. Anche i non-celibi (preti o non-preti che siano) guardano le donne, come avviene anche il reciproco.
Per diventare e rimanere sacerdoti oggigiorno bisogna veramente vivere Dio in ogni fibra del proprio essere. Conosco un giovane sacerdote, oltretutto un bellissimo ragazzo, coltissimo e pieno di "zelo per la casa del Signore":ogni giorno prego per lui, vero agnello tra i lupi, perché il Signore lo preservi da ogni pericolo spirituale. Credo che mai come oggigiorno ci sia stato bisogno di rivolgere a Dio questa preghiera.
Credetemi, fin da pargoletta nella mia educazione cristiana in Chiesa ho incontrato solo preti buoni, belli e bravi. Mi guardavano sempre per il mio bene, tutt'ora accade così. A questo punto ci vuole qualcuno che dica la verità!
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