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Società

ATTACCO AL PAPA/ John Allen: così il New York Times ha stravolto fatti e documenti

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Il Vaticano ribadisce, tuttavia, che questa segretezza si riferiva solo alle procedure disciplinari interne alla Chiesa, ma non intendeva impedire ad alcuno di segnalare i casi di abuso anche alla polizia o ad altre autorità civili. Si tratta di un’osservazione tecnicamente corretta, poiché in nessuna parte della lettera del 2001 vi è alcun divieto di segnalare gli abusi sessuali alla polizia o ai magistrati civili.

In realtà, pochi vescovi avevano bisogno di un’ingiunzione da Roma per non parlare pubblicamente degli abusi sessuali: questa era semplicemente la cultura della Chiesa di quel tempo, il che rende illogica fin dall’inizio la caccia a una “pistola fumante”. Cambiare una cultura, nella quale il Vaticano era coinvolto quanto chiunque altro, una cultura diffusa e radicata ben oltre Roma, non è così semplice come abrogare una legge ed emanarne una nuova.

A parte questo, il punto chiave circa la lettera di Ratzinger del 2001 è che quando uscì, lungi dall'essere vista come parte del problema, fu salutata come un punto di svolta verso una sua soluzione. Essa ha significato il riconoscimento a Roma, per la prima volta, di quanto fosse realmente grave il problema degli abusi sessuali e ha impegnato il Vaticano a occuparsene direttamente. Prima del motu proprio e della lettera di Ratzinger del 2001, non era chiaro se a Roma vi fosse qualcuno con la riconosciuta responsabilità di gestire la crisi; da quel momento in poi, la Congregazione per la Dottrina della Fede avrebbe giocato il ruolo principale.

A partire dal 2001, Ratzinger ha dovuto riesaminare tutte le pratiche su ogni sacerdote accusato, con un minimo di credibilità, di abusi sessuali, ovunque nel mondo, acquistando una conoscenza sulla portata del problema che praticamente nessun altro nella Chiesa cattolica può vantare. Dopo aver visto tutti i documenti, ha cominciato a parlare apertamente di “sporcizia” nella Chiesa e il suo staff è diventato molto deciso nel perseguire chi commetteva abusi.

 

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COMMENTI
15/04/2010 - Benedetto XVI: "è l'ora di fare penitenza" (corrado mazzuzi)

Sua Santità Lei è un gigante della fede..... Lei è veramente un uomo di Dio.....e le sue parole pesano come macigni... Mt 16, Dal Vangelo secondo Matteo "E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa."

 
07/04/2010 - L'IMPOSTURA LAICA (celestino ferraro)

L’IMPOSTURA LAICA Per i laici tutti d’un pezzo, quelli dalla verace cultura laicistica, è normale che l’anticlericalismo sguinzagli tutte le sue voglie proprio nei confronti della Chiesa Romana, ricettacolo ignobile di ogni vizio che avvilisce la società democratica. Indefessi nella fatica ideologica di salvare l’emancipazione dei popoli dall’agguato dell’oscurantismo ecclesiastico (dimentichi delle Abbazie, veri “granai” della cultura), blaterano da decenni per ottenere dallo Stato la sicura premessa di poter agire con le leggi senza alcuna remora che possa mettere in discussione la laicità delle istituzioni scrollatesi dall’antica soggezione sacerdotale. Non che si auspichi un ritorno all’antiche usanze … “Onde convenne legge per fren porre; convenne rege aver, che discernesse de la vera cittade almen la torre. Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Nullo, però che 'l pastor che procede, rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; per che la gente, che sua guida vede pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, di quel si pasce, e più oltre non chiede. Ben puoi veder che la mala condotta è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, e non natura che 'n voi sia corrotta. Soleva Roma, che 'l buon mondo feo, due soli aver, che l'una e l'altra strada facean vedere, e del mondo e di Deo”. (Purgatorio, XVI -94,108-) Cosa c’è di così riprovevole nella morale della Chiesa da indurre i laici nostrani a una battagli da kamikaze contro l

 
02/04/2010 - Non è questione di linciaggio al Papa (ennio rossi)

Parlo da credente e sono sbigottito nel pensare come la gerarchia ecclesiale che è ed era a conoscenza di questi misfatti li abbia voluti tenere nascosti e si sia trincerata attorno al segreto del confessionale. Ciò è pazzesco in quanto si è messo sullo stesso piano la vittima col carnefice. Sono proprio immiserito da questa storia perchè in questo modo viene messa in crisi la loro identità. Dove è finita la loro intelligenza, come hanno potuto accettare di non farsi carico delle vittime e le abbiano abbandonate ,nel silenzio, al loro destino. E' questo che non mi da pace io non ce l'ho con il trasgressore perchè tutti possiamo sbandare, io ce l'ho con il sistema, con l'istituzione e la gerarchia che prima o dopo deve essere pur venuta a conoscenza di queste nefandezze e che in segno di giustizia verso le vittime, doveva energicamente intervenire. La Chiesa non può mantenere nel nascondimento l'insorgenza di fatti gravosi, ne va della sua credibilità. Per ora la questione è molto grave e speriamo non abbia conseguenze.

 
31/03/2010 - giustizia si, linciaggio no (Antonio Servadio)

Molte grazie all'articolista per l'onesta chiarezza e la fondamentale concretezza degli argomenti esposti. Purtroppo la Chiesa paga oggi, e con gli interessi, lo scotto di quelle carenze "cognitive" che in decenni ormai lontani non hanno permesso ai vertici di riconoscere ed elaborare come tali le situazioni scabrose. Un lacunoso senso della realta', un debole dinamismo, non hanno condotto a fare pulizia quando era tempo. Mi pare che inerzia vi sia stata anche per quel diffuso e penoso gravame moralistico che in molti abbiamo conosciuto. Il dogmatismo (assomiglia all'ideologia e non va confuso con il riconoscimento di dogmi) ha allontanato dalla Chiesa -e inacidito- tanti fedeli, quelli stessi che oggi, divenuti cinici incalliti, danno fiato a ingiurie e sparano insulti. Non vorrei assistere a quel genere di linciaggio mediatico e morale di cui sono troppo spesso fatti oggetto quei cittadini e quei politici che ricevono avvisi di garanzia, o che sono semplicemente sospettati di qualche reato.

 
31/03/2010 - edizione cartacea disponibile al pubblico american (andrea moro)

Può forse essere di interesse sapere che questo articolo cosi' importante è stato riprodotto in forma abbreviata anche sulle pagine della versione cartacea di New York City del New York Times (28 marzo, 2010, p. WK11). Si puo' leggere anche in rete a questo indirizzo http://www.nytimes.com/2010/03/28/opinion/28allen.html Sarà, mi auguro, difficile ignorare queste precisazioni che mostrano in modo evidente la manipolazione dei fatti.