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Società

ATTACCO AL PAPA/ John Allen: così il New York Times ha stravolto fatti e documenti

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Quando le nuove norme americane giunsero a Roma, incontrarono resistenza sulla base del principio che tutti hanno diritto ad un processo, un altro esempio questo, agli occhi dei critici, del fatto che il Vaticano fosse più preoccupato dei diritti dei persecutori che dei diritti delle vittime. Una commissione speciale, composta da vescovi americani e da alti funzionari del Vaticano, raggiunse poi un compromesso secondo il quale la Congregazione per la Dottrina della Fede avrebbe indagato i casi uno per uno per decidere quali sottoporre a un processo canonico.

A quel tempo si temeva che la Congregazione avrebbe insistito per il processo in quasi tutti i casi, rinviando così nel tempo l’amministrazione della giustizia e il risarcimento delle vittime. In realtà, solo il 20 per cento fu rinviato a giudizio, mentre per la maggior parte dei casi, il 60 per cento, i vescovi furono autorizzati ad adottare immediate misure amministrative, a seguito di prove schiaccianti.

Il fatto che solo il 20 per cento dei casi siano stati sottoposti a un completo processo canonico è stato salutato come una tardiva presa di coscienza di Roma della necessità di una giustizia rapida e sicura, e come una vittoria del più aggressivo approccio americano. Va anche osservato che il superamento della fase processuale è stato fortemente criticato, da alcuni canonisti e funzionari del Vaticano, come un tradimento del diritto a un giusto processo previsto dal diritto canonico.

Quindi, descrivere questo 20 per cento come segno di “ inerzia” non può che sembrare paradossale a chi ha seguito attentamente queste vicende: in realtà, la gestione del 60 per cento dei casi con un colpo di penna di un vescovo è stata, finora, piuttosto citata come prova di un comportamento draconiano da parte di Ratzinger e dei suoi collaboratori.

Perché l’analisi sia costruttiva e il Papa e con lui la Chiesa possano andare avanti, è importante che ci si attenga ai fatti, altrimenti si dà solo materia per ulteriori confusioni e polarizzazioni.

 

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COMMENTI
15/04/2010 - Benedetto XVI: "è l'ora di fare penitenza" (corrado mazzuzi)

Sua Santità Lei è un gigante della fede..... Lei è veramente un uomo di Dio.....e le sue parole pesano come macigni... Mt 16, Dal Vangelo secondo Matteo "E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa."

 
07/04/2010 - L'IMPOSTURA LAICA (celestino ferraro)

L’IMPOSTURA LAICA Per i laici tutti d’un pezzo, quelli dalla verace cultura laicistica, è normale che l’anticlericalismo sguinzagli tutte le sue voglie proprio nei confronti della Chiesa Romana, ricettacolo ignobile di ogni vizio che avvilisce la società democratica. Indefessi nella fatica ideologica di salvare l’emancipazione dei popoli dall’agguato dell’oscurantismo ecclesiastico (dimentichi delle Abbazie, veri “granai” della cultura), blaterano da decenni per ottenere dallo Stato la sicura premessa di poter agire con le leggi senza alcuna remora che possa mettere in discussione la laicità delle istituzioni scrollatesi dall’antica soggezione sacerdotale. Non che si auspichi un ritorno all’antiche usanze … “Onde convenne legge per fren porre; convenne rege aver, che discernesse de la vera cittade almen la torre. Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Nullo, però che 'l pastor che procede, rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; per che la gente, che sua guida vede pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, di quel si pasce, e più oltre non chiede. Ben puoi veder che la mala condotta è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, e non natura che 'n voi sia corrotta. Soleva Roma, che 'l buon mondo feo, due soli aver, che l'una e l'altra strada facean vedere, e del mondo e di Deo”. (Purgatorio, XVI -94,108-) Cosa c’è di così riprovevole nella morale della Chiesa da indurre i laici nostrani a una battagli da kamikaze contro l

 
02/04/2010 - Non è questione di linciaggio al Papa (ennio rossi)

Parlo da credente e sono sbigottito nel pensare come la gerarchia ecclesiale che è ed era a conoscenza di questi misfatti li abbia voluti tenere nascosti e si sia trincerata attorno al segreto del confessionale. Ciò è pazzesco in quanto si è messo sullo stesso piano la vittima col carnefice. Sono proprio immiserito da questa storia perchè in questo modo viene messa in crisi la loro identità. Dove è finita la loro intelligenza, come hanno potuto accettare di non farsi carico delle vittime e le abbiano abbandonate ,nel silenzio, al loro destino. E' questo che non mi da pace io non ce l'ho con il trasgressore perchè tutti possiamo sbandare, io ce l'ho con il sistema, con l'istituzione e la gerarchia che prima o dopo deve essere pur venuta a conoscenza di queste nefandezze e che in segno di giustizia verso le vittime, doveva energicamente intervenire. La Chiesa non può mantenere nel nascondimento l'insorgenza di fatti gravosi, ne va della sua credibilità. Per ora la questione è molto grave e speriamo non abbia conseguenze.

 
31/03/2010 - giustizia si, linciaggio no (Antonio Servadio)

Molte grazie all'articolista per l'onesta chiarezza e la fondamentale concretezza degli argomenti esposti. Purtroppo la Chiesa paga oggi, e con gli interessi, lo scotto di quelle carenze "cognitive" che in decenni ormai lontani non hanno permesso ai vertici di riconoscere ed elaborare come tali le situazioni scabrose. Un lacunoso senso della realta', un debole dinamismo, non hanno condotto a fare pulizia quando era tempo. Mi pare che inerzia vi sia stata anche per quel diffuso e penoso gravame moralistico che in molti abbiamo conosciuto. Il dogmatismo (assomiglia all'ideologia e non va confuso con il riconoscimento di dogmi) ha allontanato dalla Chiesa -e inacidito- tanti fedeli, quelli stessi che oggi, divenuti cinici incalliti, danno fiato a ingiurie e sparano insulti. Non vorrei assistere a quel genere di linciaggio mediatico e morale di cui sono troppo spesso fatti oggetto quei cittadini e quei politici che ricevono avvisi di garanzia, o che sono semplicemente sospettati di qualche reato.

 
31/03/2010 - edizione cartacea disponibile al pubblico american (andrea moro)

Può forse essere di interesse sapere che questo articolo cosi' importante è stato riprodotto in forma abbreviata anche sulle pagine della versione cartacea di New York City del New York Times (28 marzo, 2010, p. WK11). Si puo' leggere anche in rete a questo indirizzo http://www.nytimes.com/2010/03/28/opinion/28allen.html Sarà, mi auguro, difficile ignorare queste precisazioni che mostrano in modo evidente la manipolazione dei fatti.