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Società

PAPA/ 2. Il filosofo Hadjadj: il linciaggio mediatico cancella Cristo e la vera giustizia

La basilica di San Pietro (Imagoeconomica)La basilica di San Pietro (Imagoeconomica)



Questo appello potrebbe essere considerato un atto di lobbying, ma, in verità, quando si tratta della Chiesa il personale e il comunitario sono indissociabili. San Paolo non dice  forse che formiamo un solo corpo? “Se un membro di questo corpo soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui”. È questo che volevo testimoniare firmando l’appello. Non solamente noi abbiamo compassione per le vittime, ma prendiamo su di noi anche il peccato dei nostri fratelli, e sosteniamo il Papa e i vescovi per cercare insieme a loro la pace nella giustizia. Il linciaggio mediatico è facile: nel parteciparvi, ciascuno può per un instante sentirsi puro, vedere il male solo negli altri, credersi sempre dalla parte giusta. La verità ci fa uscire da questa polarizzazione da cattivo western, costringe noi  stessi a entrare nella bontà.

 

Nella sua lettera a Repubblica, Julián Carrón affronta la vicenda degli scandali in modo insolito, dicendo che «tutto questo è servito per mettere davanti ai nostri occhi la natura della nostra esigenza di giustizia. È senza confini». È infinito sia il desiderio del nostro cuore, sia l'esigenza di giustizia. Cosa pensa di questo approccio?

 

Julián Carrón va all’essenziale. Se si lascia da parte l’agitazione e la confusione di questi ultimi giorni, che non sono altro che una schiuma superficiale destinata a sparire, cosa resta di solido e reale? Il desiderio di giustizia. Esso solo può legittimare l'attuale inquietudine. Esso solo può forare lo schermo mediatico e volgerci verso ciò che più conta in tutta questa vicenda. Dicendo queste cose Carrón non pretende però di darci una soluzione chiavi in mano, come se l’orrore del male fosse un problema meccanico: egli ci coinvolge nel dramma e ci rimanda alla nostra responsabilità. La questione che pone è: quale giustizia di fronte all’irreversibile? Come non  sprofondare in un atteggiamento negativo di vendetta o di rimorso, che ci rinchiude nel passato e che non apre a nessun futuro? Il peccato imperdonabile è proprio entrare in una logica di irremissibilità: è quello di una pseudo-giustizia, vendicativa, sterile, che invece di far rifluire la vita, ci rende complici delle tenebre e della morte. Si può certamente sterminare i cattivi, ma a cosa serve se la vita non ha alcun senso? L’abuso sessuale sui bambini è terribile. Ma l’abuso spirituale non lo è di meno. Ora, è un abuso spirituale che non cessiamo di perpetrare sui nostri bambini quello di offrire loro nient’altro che un mondo consumista, senza redenzione né comunione nella gioia. Un giorno saremo giudicati per questi abusi spirituali.

 

La risposta all'esigenza di giustizia - dice Carrón - essendo la nostra domanda infinita, può essere solo la Croce di Cristo. Anzi è solo essa che salva la nostra dimensione umana. Il mondo però continua a chiedere giustizia di fronte al male fatto e crede che questa sia una scappatoia. Lei è un filosofo. È possibile far vedere la pertinenza e la concretezza della posizione di Carrón da un punto di vista della riflessione filosofica?

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’intervista a Fabrice Hadjadj


COMMENTI
20/04/2010 - ma intanto.... (Antonio Servadio)

giusti pensieri. Ma intanto .. si stanno verificando situazioni non solo anti-Cristiane ma anche ingiuste secondo la legge, all'interno del clero, che -credo- appartiene alla Chiesa. Mi riferisco a preti rimossi dall'incarico ex abrupto, allontanati dalla propria parrocchia a meno di 24 ore da accuse fresche fresche da parte di una (presunta) vittima. Queste sono cose che succedono in nord america, nello stesso paese che ha creato il lager di Guantanamo. Ora, immaginiamo cosa succederebbe se in Italia o in nord america questo genere di situazione si applicasse ad un qualsiasi "laico" subito appena accusato da qualcuno di un qualche crimine. Quali sommosse legali e di opinione si solleverebbero se l'accusato venisse immediatamente deportato dalla propria abitazione e gli fosse negata la possibilità di incontrare gli ex colleghi ?