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Società

PAPA/ Ora la Chiesa non si faccia "ingannare" dalla giustizia degli uomini

Tra i problemi creati dai casi di pedofilia tra il clero, ve ne è uno in particolare che va dritto al cuore del messaggio cristiano: l’esigenza di giustizia e di perdono

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Tra i molti problemi creati in vari Paesi dai casi di pedofilia tra il clero, ve ne è uno in particolare che va dritto al cuore del messaggio cristiano: l’esigenza di giustizia e di perdono, due fatti tra loro correlati.

 

Ogni ingiustizia è innanzitutto un atto di disprezzo della persona, che può essere riparato solo in parte. Questo si può vedere chiaramente nel caso di un omicidio. In America, i familiari delle vittime dichiarano spesso che niente, neppure la pena di morte, può riparare all’ingiustizia commessa. Solo il pentimento e qualcosa come il perdono possono cominciare a sanare la ferita inferta ai singoli e alla comunità.

Persino per offese meno gravi, come il furto, l’eventuale risarcimento monetario predisposto dall’autorità giudiziaria non è in grado di compensare veramente il senso di violazione che rimane nelle vittime. Ogni tentativo di rimediare un’ingiustizia trascende le nostre abituali categorie legali e va a toccare qualcosa oltre le nostre capacità puramente umane.           

Questa già difficile questione diventa ancor più complicata nei casi di pedofilia nella Chiesa, perché quelli che hanno il compito di predicare il perdono, preti e vescovi, sono proprio quelli (anche se non sono le stesse persone) che devono anche riconoscere e affrontare le ingiustizie commesse dentro l’istituzione.

In un penetrante intervento (su La Repubblica del 4 aprile), Julián Carrón ha giustamente sottolineato la rabbia che molti di noi provano, e come nulla di quanto può essere fatto adesso possa sembrare una risposta adeguata al male fatto, tranne l’abbraccio della Croce e del perdono. Il problema per la Chiesa è che predicare queste necessarie verità prima di un lungo periodo di scuse e penitenza può apparire come un “perdono a buon mercato”, un oltrepassare rapidamente le colpe della Chiesa come istituzione, per mettere sulle spalle delle vittime il pesante fardello di un quasi impossibile perdono.

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COMMENTI
09/04/2010 - il peso della Pasqua (Antonio Servadio)

Ringrazio sentitamente Robert Royal per questo bellissimo articolo molto chiaro, diretto, e soprattutto equanime e molto onesto. Credo proprio che sia tempo di saper vivere quella "dimensione autentica della Pasqua che abbiamo spesso trascurato". Si rifugga quindi dalle facili polemiche di posizione, anche da parte dei Cattolici. Non ci si arrocchi. Si guardi ai fatti senza pudori nè paure, senza sentimenti di disillusione perchè un autentico Cristianesimo non può convivere con le illusioni, deve vivere di fede. Non nascondiamo la spazzatura sotto il tappeto. Si dia a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio. Ogni crisi ben digerita porta miglioramenti.