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Società

IL CASO/ Sbai: come cambia il mio Marocco, senza il velo e l’estremismo islamico

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Il ruolo e il peso delle donne va via via crescendo: prova ne è il numero di candidate femminili che si sono presentate alle ultime elezioni amministrative marocchine. Molte sono diventate sindaco: a Marrakech è arrivata al vertice dell’amministrazione Fatima Al Mansouri che ha stracciato l’esponente - uomo - di un partito di stampo islamico.

 

E che dire ancora della crescita esponenziale di donne che lavorano nel giornalismo cartaceo e audiovisuale, nell’imprenditoria, e che mano a mano conquistano posizioni e professionalità una volta impensabili? Il ruolo della società civile e dell’associazionismo che si batte per allargare la sfera dei diritti civili e individuali in Marocco è stato fondamentale per il processo di ammodernamento del Paese.

 

Possiamo dunque affermare senza ombra di dubbio che il sistema-paese Marocco cresce velocemente: come ha ricordato l’ambasciatore italiano a Rabat, Umberto Lucchesi Palli, in un’intervista rilasciata alla rivista “Diplomazia economica Italiana”: Mohammed VI, attuale sovrano,ha operato riforme profonde ed incisive in tutti i campi, dal potenziamento delle infrastrutture all’incoraggiamento delle riforme economiche ispirate a una crescente liberalizzazione dei vari settori; dai massicci investimenti nelle energie rinnovabili (il Marocco si situa oggi al settimo posto nel mondo con 9 miliardi di dollari investiti) all’accentuata internazionalizzazione economica e commerciale del Regno.

 

In questa linea si inserisce il partenariato privilegiato con l’Unione Europeatramite la firma dello Statuto Avanzato volto all’approfondimento della cooperazione in vari settori tra cui è importante menzionare il nuovo accordo per la liberalizzazione degli scambi per tutti gli ortofrutticoli, in vista dell’apertura della zona di zona libero scambio con l'Unione Europea prevista per il 2012.

 

L’Alto Commissariato per la Pianificazione, che ha presentato i principali indicatori economici osservati nel quarto trimestre 2009 e quelli stimati e previsti per il primo e il secondo trimestre 2010, ha reso poi noto che, nel primo trimestre del 2010, il Pil del Marocco è cresciuto del 4,6% su base annua. Grande rilievo hanno poi i progetti per la creazione di un grande hub marittimo mediterraneo nella località di Tangeri.

 

Tuttavia i progressi che sta compiendo il Marocco non corrispondono agli atteggiamenti di una parte della comunità dei suoi cittadini all’estero, che restano spesso vittime di un’arretratezza culturale che ostacola il processo di sana integrazione nei Paesi di immigrazione. In Italia, quasi l’80% viene dal mondo rurale, mentre Paesi come il Canada hanno raccolto il fior fiore dei cervelli emigrati.

 

Come dunque sanare questa discrasia? È necessario lavorare sull’integrazione e sulla seconda generazione per sollevarla dall’ignoranza e affrancarla dal pericolo delle derive (religiose) identitarie di stampo radicale che si annidano in seno alle comunità di origine.

 

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COMMENTI
23/09/2010 - Canada batte Italia per via della lingua (Antonio Servadio)

"In Italia, quasi l’80% viene dal mondo rurale, mentre Paesi come il Canada hanno raccolto il fior fiore dei cervelli emigrati." Il motivo delle differenze di tipologia degli immigrati che vanno in Canada e Francia rispetto a quelli che vengono in Italia -e non solo dal Marocco- è assolutamente semplice: la lingua Francese è molto ben diffusa tra i ceti sociali benestanti e colti di paesi come Siria, Libano, Libia, Algeria, Marocco ecc. Mentre l' Italiano costituisce una barriera. Oltretutto la lingua Inglese non è affatto diffusa capillarmente qua da noi (per confronto, fate un giro in scandinavia nord europa in generale), ragione per cui non possiamo ricevere una significativa quota di immigrati diversamente qualificati neppure dal resto dell'Europa. La lingua è il fronte su cui lavorare, il resto è fuffa.