BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Calcio e altri Sport

ESCLUSIVA/ Ghirardi, questo è il mio Parma: progettualità, giocatori e dirigenti. E su Inzaghi...

TOMMASO GHIRARDI analizza per ilsussidiario.net il quinto posto del suo Parma. Un mix tra giovani e giocatori di esperienza all'interno di un progetto ambizioso

ghirardi_R375x255_24nov09.jpg(Foto)

ESCLUSIVA PARMA - Per capire il quinto posto del Parma basta guardare negli occhi Tommaso Ghirardi. Quando parla del suo Parma si legge la passione per un suo progetto dietro alla concretezza dell'imprenditore lombardo. La formula vincente di Ghirardi è semplice: investire su un progetto a medio termine e dare fiducia a tutti, rispettando il ruolo di ognuno.

Il patron ducale si ferma a parlare con ilsussidiario.net mentre si trova a Milano, in Piazza Affari, cuore pulsante dell’economia meneghina, per partecipare all’incontro della Fondazione Italia Cina nell'ambito dei China Awards 2009. Si parla del suo Parma, dell’amico Cesare Prandelli e non manca un accenno a un possibile colpo di calciomercato a giugno: Pippo Inzaghi.

Presidente è contento del suo Parma?

Sono molto contento e soddisfatto per come sta andando questa prima parte di campionato. Dopo 13 giornate abbiamo una classifica di tutto rispetto. Sono tre anni e mezzo che stiamo lavorando per riportare il Parma a buoni livelli. Con calma e con molta modestia ci stiamo riuscendo.

La formula vincente di Guidolin è questo mix tra giocatori giovani e esperti…

Le società come le nostre devono puntare sui giovani, facendoli crescere e attingendo dal  proprio vivaio. In questo iter formativo senza dubbio è importante l’apporto di giocatori di esperienza. Parlo di gente come Morrone, Zaccardo e altri, che hanno alle spalle tanti campionati di altissimo livello. Su tutti penso a Christian Panucci.

Lei ha sempre lasciato lavorare i suoi collaboratori facendogli respirare una continua tranquillità. Rispetto ad altre realtà, dove contano più i risultati che i progetti a medio -lungo raggio, cosa c’è di diverso a Parma?

Noi presidenti dobbiamo essere realisti e sapere quali sono i potenziali nelle nostre mani. Questo è fondamentale. Bisogna programmare partendo da una valutazione obiettiva delle risorse a disposizione. Se uno non è realista e pensa di vincere lo scudetto, tutto diventa difficile, poi si addossano le colpe tipicamente all’allenatore. Io credo che si vinca tutti insieme e si perda tutti insieme. Questo si trova a Parma.