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ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ Juventus, Beccantini: "L'arrivo di Bettega è ammissione di fallimento. Ferrara via? Salviamo il salvabile..."

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La scelta di Elkann di affidare la squadra a Ferrara è stata poi deleteria. Ferrara è alle prime armi e nessuno "nasce imparato". Nemmeno al primo Mourinho (quando era assistente di Robson) si chiese come primo obiettivo di salire a un posto superiore al secondo.

Sulle campagna acquisti pesano alcune responsabilità?

Diego non mi ha mai entusiasmato, ma è indubbio che in Bundesliga era un giocatore di qualità. Melo si sapeva che era un mediano, mentre la Juve aveva bisogno di un regista.

 

Cosa è successo allora?

Blanc mi spiegò che avevano scelto Melo perché avevano fatto in fretta e furia per consegnare all’inizio della preparazione la rosa completa a Ferrara. Sarebbe stato preferibile un regista alla D’Agostino. Melo dopotutto è un altro Sissoko, non a caso in Brasile gioca davanti alla difesa e a fianco di Gilberto Silva. E’ stata sbagliata anche la cessione di Cristiano Zanetti.

 

E oggi, di chi sono le colpe principali?

La crisi della Juve è singolare. Di solito quando cambi sistema di gioco (dal 4-4-2 al rombo) fatichi all’inizio e, invece, la Juve in quel periodo ha inanellato quattro vittorie su quattro. Per uscire dalla crisi la Juventus deve tornare umile e ritrovare alcuni giocatori determinanti (Sissoko, Iaquinta, Chiellini e Buffon). Non penso, però, che Bettega possa cambiare questo brutto anatroccolo in cigno.

Per il futuro ci si può aspettare una sorta di riscatto?

Confermo il pronostico di inizio stagione che vedeva l’Inter davanti alla Juve e al Milan. La Juve non ha una rosa all’altezza dell’Inter, ma non può uscire nel modo in cui è stata eliminata con il Bayern. Dopo la sosta ha due partire tutt’altro che facili dove si decide il futuro di Ferrara.

La finestra del mercato di gennaio può portare gente nuova?

Oltre al regista, la Juve accusa dei problemi sugli esterni. Bisogna trovare qualcuno in quella zona del campo: si parla di Rafinha. Non credo, comunque, che la società voglia intervenire a gennaio. Servirebbe un terzino e un uomo d’ordine a centrocampo, sempre che non si debba intervenire a livello di allenatore. Non è nello stile Juve, però, continuare a cambiare tecnico.

 

La soluzione ultima è quella di esonerare Ciro Ferrara?

Bisogna salvare il salvabile. Non dimentichiamoci che per un posto in Champions c’è il Milan, c’è il ritorno della Roma e c’è la Fiorentina. Per non parlare dei possibili outsider.

Quindi aspettiamo una presa di posizione di Bettega?

Blanc si è tolto (o gli hanno fatto togliere) un peso. L’ultima parola su Ferrara spetta a Bettega e questo è importante per la piazza e per la squadra.

 

Luciano Zanardini

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COMMENTI
30/12/2009 - Rivera era presente, e tra i più amati. (Giuseppe Crippa)

Sono andato a rileggermi le cronache giornalistiche alla festa del centenario del Milan tenutasi a San Siro il 21 luglio 1999. Rivera era presente a bordo campo, accolto dai sessantamila presenti con un’ovazione pari a quella ricevuta da Baresi, ma in completo grigio (come si conviene ad una vera festa) e non in tenuta di gioco per la partita tra ex giocatori. Gianni è stato ed è uno dei pochi calciatori che ha sempre rifiutato di scendere in campo per esibizioni di questo tipo, dando anche in questo un ottimo esempio di stile. Di più: era dal 6 maggio del ’79, vent’anni prima, che non calcava il prato di San Siro. Ricordo ad Alberto Pennati ed a tutti gli sportivi che quel pomeriggio si giocò Milan – Bologna, la partita che donò al Milan lo scudetto della stella.

 
29/12/2009 - se hanno bisogno di Bettega..... (Alberto Pennati)

Come leggere il ritorno di uno della triade? Non è un caso che spazzata via, la juve non abbia vinto più nulla. Forse le altre squadre dovrebbero cominciare a preoccuparsi; a meno che, visto che viene sbandierata l'innocenza della persona, lo si voglia fare passare per uno con la testa tra le nuvole, all'oscuro di tutto e che non si accorgeva di nulla (e voi riprendereste uno così?). Colgo l'occasione per precisare un commento, fatto da un altro lettore, che ha rimproverato il Presidente del Milan per aver estromesso Rivera dalla società. La verità è che il Sig. Rivera si è sempre voluto distinguere dal Presidente (e fin qui niente di male, anche se per pregiudizi e per ostilità politica), ma sicuramente "l'indimenticato Gianni" forse non è così milanista come dice: un milanista vero avrebbe partecipato alla festa del centenario, unico assente. Uno che vuol essere indimenticato o indimenticabile avrebbe partecipato per amore del Milan: evidentemente per lui non è così importante come alcune persone credono lo sia.