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ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ Juventus, Beccantini: "L'arrivo di Bettega è ammissione di fallimento. Ferrara via? Salviamo il salvabile..."

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«Bisogna salvare il salvabile. L’ultima parola su Ferrara spetta a Bettega». Roberto Beccantini, giornalista e tifoso della Juventus rilegge, in esclusiva per ilsussidiario.net, la situazione che si è creata attorno alla squadra. Lancia alcune accuse importanti a Blanc e, indirettamente, a John Elkann. Le perplessità partono fin dalla decisione di affidare la compagine bianconera a Ciro Ferrara. Non da meno le responsabilità di Blanc, che, con il presunto accordo raggiunto con Marcello Lippi, ha di fatto creato un clima di confusione. Per non parlare di una campagna acquisti poco convincente. Servono, comunque, dei correttivi per cercare di salvaguardare un posto per la Champions, anche se la società non pare avere l’intenzione di mettere mano al portafogli.

 

Partiamo dalle notizie fresche che arrivano dalla Vecchia Signora, cosa ne pensa del ritorno di Roberto Bettega?

Il ritorno di Roberto Bettega certifica il fallimento o il ridimensionamento di un progetto, altrimenti la società che aveva detto di voler chiudere con il passato mai avrebbe richiamato un componente della Triade, colui che, però, non è mai stato sfiorato dalla giustizia ordinaria e da quella sportiva.


Qualcuno alle spalle di Roberto Bettega ipotizza la figura di Andrea Agnelli…

Io vedo la faccia di Roberto Bettega, non so chi c’è dietro. La scelta di Bettega segue la sconfitta di Catania e l’incontro a Vinovo tra Elkann e Andrea Agnelli. Era importante riportare nella Juve un uomo di calcio. A parte Ferrara e Secco (anche lui alle prime armi in una grande squadra) non ci sono altri uomini di calcio.


Cosa non funziona all’interno della società?

Di fondo c’è un’incompetenza nel vertice. Blanc riassume troppe cariche (presidente, amministratore delegato e direttore generale) ed è stato sbagliato affidargli una competenza tecnica che non può avere: viene dallo sci e da altri sport, non dal calcio.


Non si può dimenticare la confusione derivata dall’ombra di Marcello Lippi…

Il rapporto di Blanc con Lippi ha di fatto isolato Ranieri e ha dato il via alla crisi primaverile della passata stagione. Prima della sosta della nazionale Ranieri aveva guidato la squadra al 4 a 1 in casa della Roma, poi, dopo l’impegno con le nazionali, è arrivato il 3 a 3 casalingo con il Chievo. Da lì si è sviluppata la crisi, che la società ha pensato (sbagliando) di suturare cambiando il tecnico.


Per il momento Lippi non ha azzeccato molte scelte…

Lippi ha ammesso di aver consigliato Cannavaro, Grosso e Ferrara. Per il momento siamo, utilizzando il gergo del basket, a 0 su 3. Il colloquio tra Blanc e Lippi ha portato confusione e ha dimostrato l’incapacità di gestire la situazione.


Come ha giudicato la decisione di affidare la squadra a Ciro Ferrara?

 

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COMMENTI
30/12/2009 - Rivera era presente, e tra i più amati. (Giuseppe Crippa)

Sono andato a rileggermi le cronache giornalistiche alla festa del centenario del Milan tenutasi a San Siro il 21 luglio 1999. Rivera era presente a bordo campo, accolto dai sessantamila presenti con un’ovazione pari a quella ricevuta da Baresi, ma in completo grigio (come si conviene ad una vera festa) e non in tenuta di gioco per la partita tra ex giocatori. Gianni è stato ed è uno dei pochi calciatori che ha sempre rifiutato di scendere in campo per esibizioni di questo tipo, dando anche in questo un ottimo esempio di stile. Di più: era dal 6 maggio del ’79, vent’anni prima, che non calcava il prato di San Siro. Ricordo ad Alberto Pennati ed a tutti gli sportivi che quel pomeriggio si giocò Milan – Bologna, la partita che donò al Milan lo scudetto della stella.

 
29/12/2009 - se hanno bisogno di Bettega..... (Alberto Pennati)

Come leggere il ritorno di uno della triade? Non è un caso che spazzata via, la juve non abbia vinto più nulla. Forse le altre squadre dovrebbero cominciare a preoccuparsi; a meno che, visto che viene sbandierata l'innocenza della persona, lo si voglia fare passare per uno con la testa tra le nuvole, all'oscuro di tutto e che non si accorgeva di nulla (e voi riprendereste uno così?). Colgo l'occasione per precisare un commento, fatto da un altro lettore, che ha rimproverato il Presidente del Milan per aver estromesso Rivera dalla società. La verità è che il Sig. Rivera si è sempre voluto distinguere dal Presidente (e fin qui niente di male, anche se per pregiudizi e per ostilità politica), ma sicuramente "l'indimenticato Gianni" forse non è così milanista come dice: un milanista vero avrebbe partecipato alla festa del centenario, unico assente. Uno che vuol essere indimenticato o indimenticabile avrebbe partecipato per amore del Milan: evidentemente per lui non è così importante come alcune persone credono lo sia.