BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ESCLUSIVA/ Torino, Pulici: «Auguri Toro, ti regalerei il mio spirito!»

PAOLO PULICI fa gli auguri al suo Toro nel giorno del suo compleanno. Un'analisi sullo stato attuale dei granata, parlando anche del Filadelfia e di Urbano Cairo e della sua altalenante e travagliata presidenza

pulici_R375x255_03apr09.jpg (Foto)

«Un compleanno che cade in uno dei momenti più bui della storia del Toro». C’è tristezza e un filo di amarezza nelle parole di Paolo Pulici, bandiera di un Toro che sembra lontano anni luce da quello di Urbano Cairo. Puliciclone, come lo aveva battezzato Gianni Brera, parla con ilsussidiario.net nel giorno del centotreesimo compleanno della squadra granata. E il suo personale regalo è il ritorno allo “spirito Toro”. «Vorrei che si esprimesse in campo quello spirito che ha reso famosa questa squadra sempre».

 

Pulici, oggi sono 103 anni che è nato il Torino. Un anniversario che cade in un momento difficile per il club. Come la vive un giocatore che ha fatto la storia di questa squadra?

E' un anniversario difficile, un compleanno che cade in uno dei momenti più bui della storia del Torino. Io sono stato un giocatore importante di questo club, ne sono anche tifoso e devo ammettere che vivo con amarezza questo periodo. Non voglio fare paragoni perché sono passati tanti anni e noi eravamo una squadra molto più competitiva, in grado anche di vincere e lottare per lo scudetto. Solo vorrei che si esprimesse in campo quello spirito Toro che ha reso famosa questa squadra in tutte le epoche.

 

Nostalgia dei successi del passato?

Nostalgia c'è sempre perché col Torino abbiamo fatto grandi cose. Non solo nel mio periodo e in quello di Pianelli, ma anche con Sergio Rossi o nel caso della finale di Coppa Uefa con Mondonico. Ma non si può sempre vivere di ricordi, perché il tifoso vuole vincere nel presente e magari guardare a un futuro positivo. Di certo da alcuni anni il Torino vive situazioni tristi, lottando per rimanere in serie A e lottando per uscire dalla serie B. Non è molto bello per una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano.


Questa stagione come la vede?

Molto tribolata e senza nessuna certezza. Se non si ci sarà subito un' inversione di rotta non c'è neanche la certezza di risalire in serie A. Non vedo convinzione, spirito combattivo nei giocatori. Sembra che non sentano per niente il fascino della maglia che indossano...

 

Servirà questo cambio di panchina tra Colantuono e Beretta?

Di certo una scossa ci voleva ma, come ho detto, ci vuole un cambiamento totale di mentalità, bisogna che tutti affrontino le cose con lo spirito giusto. I giocatori con il loro atteggiamento quando vanno in campo, la società con una programmazione e una gestione migliore.

 

Cairo ha qualche responsabilità?

 

CONTINUA LA LETTURA CLICCANDO IL PULSANTE QUI SOTTO