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ESCLUSIVA/ Provenzali racconta i 50 anni di "Tutto il calcio minuto per minuto"

Provenzali_R375_10gen09.JPG (Foto)

Lo ringrazio, ma devo dire che per fare il radiocronista bisogna avere delle doti personali. Bisogna nascere con "il talento" per fare questa professione .

 

E poi?

Bisogna essere anche dei buoni giornalisti. Magari di cronaca. Anche se poi non è sufficiente per fare tutto questo.

 

Enrico Ameri è stato il più grande?

Ameri è "la" voce. Il più grande radiocronista di sempre. Sapeva dare ritmo anche alle partite più noiose. Un vero fuoriclasse.

 

Sandro Ciotti invece?

Ciotti non era al livello di Ameri da questo punto di vista. Ma forse la conoscenza tecnica era superiore. Poi era un commentatore eccezionale. Possedeva un'analisi lucida e puntuale.

Lei ha conosciuto anche Nicolò Carosio. Cosa ci dice?

Una persona splendida e nello stesso tempo molto discreta. Un grande professionista che ha saputo onorare in modo mirabile il suo lavoro di telecronista.

 

Si può dire che la radio e questo mestiere hanno in sé qualcosa di poetico...

La radio accende la creatività e fare il radiocronista ti porta a raccontare e ad assumere in certi casi toni "poetici". Forse è per questo che la gente ancora adesso ascolta con interesse "Tutto il calcio minuto per minuto", per avere quello spazio di immaginare e volare proprio con la fantasia. Cose che non sono permesse dalla televisione.

Un aneddoto, qualcosa di particolare nella sua professione che ci può raccontare?