BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FAUSTO COPPI/ 50 anni dall'ultima fuga del Campionissimo. Il Video

Pubblicazione:

coppi_fausto_R375x255_02gen09.jpg

50 ANNI MORTE FAUSTO COPPI -  È difficile scrivere su Fausto Coppi qualcosa che un lettore medio non sappia già. Non solo il lettore specialista di ciclismo, l’appassionato, il fanatico, ma anche il lettore qualunque. Chiunque, se interrogato, saprebbe nominare le imprese più significative e le frasi più celebri ricollegate a tale uomo. Di Fausto si sa tutto.

 

Chi scrive quest’articolo è troppo giovane, e non ha mai visto una sua corsa. Eppure ogni competizione ciclistica è segnata da almeno un aneddoto che lo riguarda. La rete è piena di notizie, di descrizioni delle sue vittorie. Le librerie contano decine di volumi dedicati al campionissimo, l’ultimo dei quali è stato avvistato dal sottoscritto persino in un Autogrill, tra i molti volumi di Faletti, vicino a quelli che sparano veleno e insinuazioni contro al Vaticano o alla politica.

 

Ogni gesta coppiana è divenuta celebre, fin dalle prima, la Fuga sull’Abetone, appena ventenne, nel 1940, davanti al capitano Bartali. Ancora oggi Coppi è il più giovane vincitore di un Giro. Poi la guerra, e col Ginettaccio toscano un dualismo che spezzò l’Italia in coppiani e bartaliani. Di quei due si potrebbero raccontare centinaia di aneddoti di invidia e di amicizia, di rivalità e di cordialità, di borracce scambiate e di fughe insieme, di litigi furibondi e di partite a carte. E poi la Cuneo-Pinerolo, “l’uomo solo al comando”, le fughe infinite in Francia, l’Alpe d’Huez e il Puy de Dôme, fino al 1953 e alla vittoria dell’unica competizione che ancora gli mancava, il mondiale di Lugano.

 

CONTINUA LA LETTURA CLICCANDO QUI SOTTO


  PAG. SUCC. >


COMMENTI
02/01/2010 - Uno splendido ritratto. (Giuseppe Crippa)

Luigi Crema merita proprio l’ennesimo grazie per questo suo ritratto di Fausto Coppi, per nulla retorico (come sarebbe piaciuto a lui) ed estremamente eloquente, perché parlano per lui i luoghi che videro realizzarsi le sue imprese. E’ vero, Fausto Coppi, morto da 50 anni, è sempre vivo nei cuori di chi, come Crema, ama davvero il ciclismo. Bene ha fatto Crema a tacere del tutto della strumentalizzazione politico giornalistica della sua rivalità con Bartali, e più ancora delle sue vicende famigliari, certamente discutibili, delle quali comunque seppe assumersi responsabilità ed oneri. Il ciclismo, come forse ogni sport, è metafora della vita, ed il ricordo delle fughe solitarie di Fausto ci è presente quando siamo impegnati da soli a raggiungere un risultato cui teniamo. Grazie Crema, buon anno e… sempre in forma!