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CALCIOMERCATO/ Juventus, la prima di Zaccheroni, colui che disse: «A Torino esiste solo il Toro!»

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Così, il secondo “Zac” della storia granata (infinitamente meno significativo e meno amato del primo, Renato Zaccarelli) fu lasciato solo, in balia dei capricci dei propri giocatori, a loro volta lasciati liberi di fare più o meno quel che volevano. Situazione, questa, destinata a ripetersi più e più volte in casa granata, e risolta (forse) solo in tempi molto recenti, con l'arrivo del sospirato team manager (Giacomo Ferri). Tecnicamente, in granata Zaccheroni fece le nozze coi fichi secchi. Il suo abituale 3-4-3 necessita di difensori rapidi e centrocampisti che sappiano trattare la palla; causa alcuni infortuni, si trovò con lo scadente Torino a sua disposizione costretto a schierare formazioni che, tecnicamente, mettavano i brividi. Per esempio, una difesa Di Loreto-Brevi-Cioffi dietro ad un centrocampo Pancaro-De Ascentis-Ardito-Balestri. Semplicemente, una squadra non all'altezza della Serie A.

 

Eppure, per un periodo quell'uomo gentile riuscì a portarla alle soglie dell'Europa, finché potè tenerla in pugno; non fu sufficiente, ma lasciò un buon ricordo, che tra i tifosi è costantemente migliorato con il passare del tempo, con i termini di paragone che sono seguiti. Fu un signore durante l'intera permanenza, così come nell'addio: senza una parola, e con una rescissione contrattuale che concesse ben presto a quel presidente Cairo che pure l'aveva deluso. Oggi, Zaccheroni stabilisce un primato: è il secondo allenatore della storia pallonara ad aver allenato sia granata che bianconeri, ed il primo in assoluto ad essersi seduto anche sulle panchine delle due formazioni milanesi. Ritorna in quella capitale sabauda della quale disse (Dicembre 2006): “Vedo, sento e incontro soltanto gente granata. La Juve, a Torino città, è come se non esistesse”. Aveva ragione. Sarebbe interessante sapere come concilierà questa sua conoscenza, figlia della sua prima vita in riva al Po, con la sua nuova, importante vita professionale. Sarebbe interessante. Ma tanto, quel particolare tipo di romagnolo riservato che è Zac non lo direbbe mai.



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COMMENTI
31/01/2010 - Zaccheroni come Capello? Speriamo! (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Stefano Cenni per l'accostamento, augurando a Zac ed alla Juve un percorso professionale simile a quello di Capello!!!

 
31/01/2010 - Perchè questa sorpresa? (Stefano Cenni)

Perchè stupirsi?? Anche Capello,prima di andare alla Juve,quando era alla Roma disse:"Mai,sarò un allenatore della Juventus".Poi.... Le opportunità sono sempre opportunità... o meglio "carpe diem".