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Calcio e altri Sport

CALCIOMERCATO/ Juventus, squadra spaccata e Ferrara sulla graticola. Per Bettega un gennaio di fuoco!

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Lo stesso allenatore pare abbia grossissime difficoltà a dialogare con i calciatori che apparirebbero completamente demotivati. Analoghe preoccupazioni desterebbero anche altri settori, a partire dalle giovanili e dallo scouting. In questo scenario il compito di Bettega appare titanico: ricostruire tutto quello che è stato sfasciato in poco più di tre anni di gestione ridente e baguettesca. Ricostruire, se possibile, l'unità dello spogliatoio.

 

Ripristinare la fiducia della squadra nel tecnico, che deve essere adeguatamente supportato, spalleggiato e consigliato. Ripristinare uno spirito di gruppo tra squadra, staff tecnico e dirigenza (Bettega e forse Secco… gli altri stiano alla larga!). Questo spirito di gruppo è stato uno dei grandi meriti della Triade. Ripristinare quella cultura del lavoro, che rappresentava un altro dei tratti distintivi della Juve umbertiana e che ora si è completamente persa. D'altronde, il pesce puzza dalla testa e non è difficile immaginare che alcuni dei discutibili atteggiamenti in voga tra i tesserati siano direttamente riconducibili ai cattivi esempi dati più in alto nella scala gerarchica.

E’ importante descrivere ancora una volta lo scenario nel quale è maturato il rientro di Bettega. In questo la nostra redazione può ancora una volta fornire preziosi dettagli. Quanto scritto da Moggi in merito alla richiesta di assenso ad Allegra ed Andrea Agnelli è infatti impreciso. In particolare il colloquio con Allegra Agnelli pare sia avvenuto di persona, nel corso della tradizionale cena degli auguri prenatalizi: e in quella circostanza la vedova di Umberto avrebbe fatto capire velatamente a Bettega di aspettarsi un suo rifiuto alla proposta di Blanc. Il giorno successivo Bettega, pressato dal mangiatore di baguettes di Chambéry, avrebbe poi telefonato ad Andrea Agnelli, il quale, molto diplomaticamente, gli avrebbe risposto di scegliere in piena autonomia, facendo quello che ritenesse più giusto.

 

Solo a questo punto Bettega avrebbe accettato. Da questo scenario emerge inoltre una realtà che contrasta con quanto riportato da molti giornali, e cioè che il rientro di Bettega sia il primo passo verso il rientro dello stesso Andrea Agnelli, in pratica una “testa di ponte” in grado di preparare il terreno alla fase due della “restaurazione” umbertina. Ju29ro.com ritiene, sulla base delle proprie informazioni, di poter escludere completamente questa circostanza. Il rientro di Bettega deve infatti ritenersi completamente indipendente da qualsiasi vicenda che riguardi Andrea Agnelli. Almeno per il momento.

 

Bettega quindi rientra alla Juventus soprattutto in virtù della sua passione per la maglia e della sua juventinità, che in diverse occasioni gli ha consigliato di rifiutare altri incarichi presso altri club in Italia e all’estero. Non possiamo escludere però che, parallelamente, possa essere in corso una trattativa più complessa che riguardi il riposizionamento strategico dei vari rami degli eredi Agnelli all’interno del sistema di controllo del Gruppo. Quello che possiamo dire con certezza è che al momento il famoso piano quinquennale di Blanc appare come una zattera in piena tempesta. Le possibilità che arrivi in porto sono pochissime. E sono affidate al timone e alla vela bianconera di Roberto Bettega.

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