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CALCIOMERCATO/ Juventus, squadra spaccata e Ferrara sulla graticola. Per Bettega un gennaio di fuoco!

Andrea Agnelli non dovrebbe diventare il prossimo presidente bianconero e difficile ci sarà un suo ruolo operativo in società

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Pubblichiamo questa analisi per gentile concessione da parte del team di JU29RO, sito di controinformazione e analisi sul mondo bianconero, che annovera tra i suoi collaboratori un nutrito gruppo di piccoli azionisti della Juventus.

 

Un 2010 impegnativo attende Roberto Bettega. Sgombriamo l’orizzonte da qualunque dubbio: la sua chiamata al capezzale della Juventus da parte di Blanc da un lato è da considerare una piccola vittoria di chi, come noi, da tre anni predica l'assoluta inadeguatezza dei dirigenti insediati nel 2006, dall’altro serve al “trino”, attualmente in stato confusionale, per cercare di raddrizzare la nave della gestione sportiva e contemporaneamente tentare di arginare gli attacchi di una parte crescente della tifoseria e degli azionisti, di cui il nostro giornale è sempre più il riferimento ideologico, avendo preannunciato in tempi non sospetti il naufragio attualmente in “onda”.

 

IL RUOLO DI BETTEGA - In merito al rientro di Bettega crediamo sia giusto fare una doverosa premessa. Bettega non è Moggi dal punto di vista della competenza calcistica, né Giraudo da quello della competenza gestionale. Lui era nella Triade il giusto collante di juventinità, il ministro degli Esteri, l’ideale custode dello stile Juventus, quello fatto di silenzi e vittorie, di cultura del lavoro e tradizione. Era il giusto contrappeso alla spietata concretezza dei suoi due compagni di avventura e idealmente costituiva la naturale continuazione di Giampiero Boniperti. L’uomo Juve, nella Juve, per la Juve. Nominato Vice Presidente da Umberto Agnelli nel 1994, Bettega per 12 anni si è occupato in via prioritaria di sviluppare le public relations internazionali e, sinergicamente, aveva affiancato Moggi e Giraudo in tutta la gestione ordinaria della società, costituendo con loro probabilmente il gruppo dirigente migliore e meglio assortito della storia del calcio moderno.

 

Adesso però dovrà fare da solo, e quando diciamo “da solo” intendiamo nel senso letterale del termine, vista l’inconsistenza, per non dire la perniciosità, del contributo dei vari Blanc, Secco, Castagnini e dello stesso Ferrara. Non sappiamo se Bobby Gol saprà surrogare la figura di Moggi e metterla a supporto della squadra e della società; confidiamo però nel fatto che è un uomo di calcio, che ha sempre avuto un’unica ragione di vita, sia da calciatore che da dirigente: la vittoria .

 

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