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ESCLUSIVA/ Di Biagio: Roma sei tu l'anti Inter! Sempre grato a Franco Sensi

Pubblicazione:sabato 13 febbraio 2010

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Pandev all'inter e Toni alla Roma. Che dire di questi due acquisti "di riparazione"?

Si tratta di due grandi acquisti. Quello di Pandev era un affare sicuro, il trasferimento di Toni è stato invece una scommessa da parte della società visto che non giocava con continuità da diversi mesi e, nello specifico, era lontano dalla serie A da almeno 3 anni. Sinceramente non mi sarei aspettato di vederlo così in forma, pur non avendo dubbi sulle sue grandi doti. Luca si è rivelato ancora una volta un giocatore importantissimo e ha dimostrato ottimi risultati anche con la Roma.

 

Hai giocato per diverse stagioni nella Roma, ci puoi sintetizzare l'esperienza nella Capitale?

Ringrazierò sempre Franco Sensi per avermi dato la possibilità di giocare nella squadra della mia città, dove sono nato, qui la mia esperienza è stata assolutamente positiva. La nostra era una Roma in costruzione ed eravamo nel periodo delle "sette sorelle" ma, nonostante tutto, riuscimmo a ottenere grandi risultati. Per me, da calciatore e da romano, è stato un vero onore indossare la maglia giallorossa.

 

Romano sì. Ma romanista o laziale?

La questione del calciatore-tifoso lascia il tempo che trova. Ad eccezione di poche vere bandiere e giocatori che ci credono veramente, penso a Francesco Totti e Daniele De Rossi, essere calciatore e professionista è inevitabilmente diverso dall'essere tifoso. Io sono contento di avere avuto l'opportunità di crescere nelle giovanili della Lazio e al contempo mi ritengo onorato di aver trascorso quattro anni nella Roma, una squadra che non dimenticherò mai.


La partita in giallorosso che ricordi con maggior emozione?

Roma-Inter della stagione 1995-1996 (finì 1-0 n.d.r.): era l'ultima di campionato e io segnai il gol decisivo che avrebbe poi sancito la qualificazione della Roma in coppa Uefa. Una bellissima soddisfazione anche per superare lo scetticismo di una parte della piazza romana che fino a quel momento era stata un po' diffidente per i miei trascorsi nelle giovanili della Lazio.

 

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