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ESCLUSIVA JUVENTUS GENOA/ Chiarenza: da Marchisio a Criscito, vi racconto i miei "gioielli"

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Forse volevano vederlo giocare di più. E’ il tipico giocatore di fascia (esterno alto) con il cambio di passo e la resistenza. Ha qualità nel cross e si esprime al meglio con il passare dei minuti.

 

Si può scommettere sulla formica atomica Giovinco?

Una classica mezzapunta che può partire sia da destra che da sinistra. Quando è stato chiamato in causa ha reso, forse, di più di Diego. Uno contro uno dà il massimo.

 

Non c’è che dire, evidentemente avete lavorato bene…

C’è stata una programmazione incominciata ancora con Leopardi e poi proseguita con De Nicola. Fino al 2002 alla guida della Primavera c’è stato Gasperini e, quindi, il merito è anche suo. Dal 2003 al 2008 ho avuto l’opportunità di allenare la Primavera, di vincere (fra gli altri due Tornei di Viareggio, nda) e di far esordire nella squadra maggiore diversi giovani. Merito della programmazione e degli allenatori, molti di questi, ad esempio Storgato, avevano fatto la trafila nel settore giovanile.

 

E oggi quali sono le prospettive di Chiarenza?

Avrei voluto restare a vita alla Juventus, ma purtroppo i programmi di Blanc e di Ferrara non convergevano con i miei. Ad Ascoli ho fatto, nonostante tutto, un’esperienza positiva: sono arrivato in un momento di contestazione.

 

Sarebbe pronto a rientrare alla casa madre?

Sì, mi piacerebbe avere un ruolo di responsabilità nel settore giovanile: posso dire che, dopo 15 anni, è questa la specificità del mio lavoro.

 

Ci tolga una curiosità. In questi due anni la Juve ha dovuto fare i conti con molti infortuni, qualcuno, anche piuttosto autorevole, ha individuato il problema nei campi di Vinovo. Conferma questa tesi?

E’ una grande balla. I campi di Vinovo sono uno più bello dell’altro. Ci sono sei terreni in erba e i giocatori possono di volta in volta scegliere tra quello più morbido o quello più duro.

 

E allora cosa sta succedendo?

I tanti infortuni possono voler dire due cose: una grande sfortuna o qualcosa che va rivisto nella preparazione atletica.

 

Come sta vivendo da tifoso questa stagione?

Giusto precisare che, dopo 10 anni da giocatore e 15 da dirigente, sono il primo tifoso di questa squadra. Ad oggi la Juve non ha avuto una sua identità di gioco.

 

Può cambiare qualcosa con Zaccheroni?

Me lo auguro. E’ un uomo di calcio, esperto, con il suo staff preparato. Si esprime bene e soprattutto parla solo lui in campo.

 

Mentre prima non succedeva?

Mi sembra di aver capito che anche gli altri membri dello staff dicevano la loro. Il giocatore deve avere un unico punto di riferimento nel tecnico. Con Zaccheroni ci sono i presupposti per fare bene.


(Luciano Zanardini)

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