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ESCLUSIVA BOLOGNA JUVENTUS/ Casarini: tifavo Juve ma se gioco la batto!

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Nel frattempo il cassetto dei ricordi contiene già una gioia immensa. «A Catania ho vissuto una grande emozione, una sensazione bellissima. L’impatto con la serie A è qualcosa di più di quello che uno si può aspettare perché più giochi e più senti l’importanza della partita e dei 3 punti». Poi per il centrocampista felsineo sono arrivate otto apparizioni con Franco Colomba in panchina. Se l’’anno scorso è stato catapultato nella massima serie a metà anno, ma non si vedeva ancora come un giocatore da serie A, in questa stagione, invece, si trova «dentro gli obiettivi della squadra. Ho trovato un gruppo fantastico con una grande disponibilità. In particolare ho legato con Guana, Lanna e Britos, ma con tutti ho un buon rapporto. In campo mi riempiono di consigli. La squadra è carica con un gruppo, mi ripeto, fantastico che vuole arrivare alla salvezza».

 

Forse a gennaio c’erano le possibilità di andare a giocare altrove, ma anche su suggerimento di Colomba il giovane è restato al Bologna. La famiglia non l’ha mai abbandonato e gli è sempre stata vicino negli inevitabili momenti difficili. Gioca nell’Under 20 e si candida per un posto nell’Under 21 di Casiraghi, «magari l’anno prossimo». Nel mondo del pallone l’esperienza si accumula anche grazie all’aiuto degli addetti ai lavori, che spesso diventano quasi dei fratelli maggiori e hanno il compito (non sempre facile) di spronare i campioni in erba. Federico ha potuto attingere dall’esperienza del suo procuratore Marco De Marchi («mi dà consigli e mi segue da diversi anni. Mi ha sempre caricato per farmi migliorare in un rapporto costruttivo»). Anche nei confronti di Giancarlo Marocchi, oggi responsabile del settore giovanile, prevale un sentimento di riconoscenza: «Mi ha fatto vedere gli errori e mi ha fatto imparare tanto»

 

(Luciano Zanardini)

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