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ESCLUSIVA INTER CHELSEA/ Borini, italiano in Blues, racconta la sfida all'Inter e consiglia Balotelli: «Ascolta Mou!»

Pubblicazione:lunedì 22 febbraio 2010

Borini_Lampard_R375_22feb10.JPG (Foto)

 

Incontrate una squadra che è molto arrabbiata con la classe arbitrale. Hai seguito la vicenda?

Sono lontano dalle polemiche, non seguo questi particolari del calcio italiano.

 

Cosa si racconta di Mourinho a Londra?

Di Mourinho qui a Londra hanno sempre un bel ricordo. Io sono arrivato quando lui se ne stava andando e, quindi, non ho avuto modo di conoscerlo.

 

Quanto è importante avere un connazionale come allenatore?

La presenza di Ancelotti mi ha aiutato sicuramente nell’ambientamento per il fatto che mi ha portato ad avere fiducia in me stesso. Non ho, però, avuto agevolazioni.

 

In molti lamentano una diversità di atteggiamento, fuori e dentro il campo, tra il calcio nostrano e quello inglese, sei d’accordo?

In Italia conta di più il risultato e c’è molta differenza tra le grandi e le piccole. In Inghilterra, invece, è sempre una battaglia fisica anche con le piccole squadre: la vittoria non è mai facile. Si sente di più anche il supporto dei tifosi perché gli stadi sono sempre pieni.

 

A proposito di tifosi, il tuo compagno nell’Under Mario Balotelli è sempre al centro di molte polemiche. Cosa ne pensi?

Mario è un grande giocatore, che sa quello che deve fare. Deve continuare ad ascoltare Mourinho. Forse è un po’ troppo istintivo. Ultimamente ho visto che sta facendo molto bene.

 

Potrebbe fare bene anche in Inghilterra?

Non lo so dipende da molte cose.

 

Come vedi l’Under 21 di Casiraghi?

L’Under 21 è una grande squadra con tanti giocatori che giocano in prima squadra. Siamo un buon organico.

 

C’è qualche tuo compagno in azzurro con il quale sei in contatto?

Sento Ogbonna, che è venuto anche a trovarmi qui a Londra, e Santon.

 

Anche lui ha attraversato un momento difficile…

Abbiamo parlato, adesso si sente bene.

 

Cosa stai imparando da questa esperienza inglese?

Mi ha insegnato molto. Ho imparato a non mollare mai e a mettere in campo l’aggressività. Se non si ha la voglia di fare, il talento serve a poco. Sul piano sociale ho imparato anche a vivere lontano da casa, una cosa che, calcio a parte, consiglierei a molti per vivere e crescere anche in un altro contesto.

 

E con l’inglese come te la cavi?

Ormai è la seconda lingua.

 

Regala un saluto ai tuoi tifosi del Chelsea…

Thanks of support you give me.

 

Good luck Fabio.

 

(Luciano Zanardini)


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