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ELUANA/ Il papà di Italo: il nostro “angelo” in coma ci accudisce da 20 anni

martedì 9 febbraio 2010

«Giuseppe e Anna? Lasci dire a me quello che loro non possono dire. Vivono per lui. Proprio perché è debole e ha bisogno degli altri, gli vogliono ancor più bene. Vieni qui e rispetto all’egoismo che c’è in giro hai la sensazione di un abisso. Non mi era mai accaduto prima di vedere un amore più grande tra un padre e e una madre e il loro figlio. Non è il sacrificio di un istante, ma del giorno per giorno».

 


Anna e Giuseppe non hanno mai abbandonato la speranza che il loro figlio un giorno possa risvegliarsi. Per questo lo hanno portato a casa, sfidando i medici. «Non volevano lasciarcelo portare via - racconta la mamma - perché pensavano che non ce l’avremmo fatta. Invece siamo ancora qui».

 

«Staccare la spina? Ci siamo scontrati con i medici di Bergamo, là uno di loro voleva  farlo davvero. Perché studiano una vita per salvare le persone e poi all’ultimo vogliono farle fuori? Lo abbiamo portato via. È il mio cuore a dirmi che Italo non muore. Persone così vanno curate; quando Dio le vorrà, le prenderà; se no, sta a noi occuparci di loro».




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COMMENTI
09/02/2010 - Forza Italo! (Carla D'Agostino Ungaretti)

Prego il Signore con tutta l'anima perché protegga sempre Italo e i suoi genitori. La loro testimonianza è la vera dimostrazione di cosa significa condividere la Croce di Cristo. Forza Italo!