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IL CASO/ Quel paese della Brianza dove non ci saranno più asili (se non di Stato)

martedì 27 aprile 2010

Accade che in Lombardia, modello della sussidiarietà, ci sia un comune che per statalismo farebbe impallidire perfino l’Emilia Romagna degli Anni ‘70: è Cesana Brianza, un comune della Provincia di Lecco.

 

A Cesana, l’amministrazione comunale ha sfrattato una scuola materna gestita da un ente morale. Un ente morale nato “dal basso” nel 1878, quando il signor G. Redaelli destinò la sua eredità esattamente per la finalità dell’educazione dei bambini, e che da allora la gestisce con grande passione e competenza educativa. Una realtà viva che la comunità di Cesana sente profondamente sua, tanto che oggi conta oltre duecento soci (su 2300 abitanti), perché i genitori non solo iscrivono i figli alla scuola dell’infanzia, ma si iscrivono essi stessi all’ente.

 

Qual è, allora, la “colpa” dell’ente morale “G. Redaelli”? Il fatto di non aver accettato, giustamente, la richiesta (meglio sarebbe dire il diktat) del Sindaco e della Giunta che pretendeva di nominare il Presidente dell’ente morale per poterne chiedere la statalizzazione. A questo punto la ritorsione dell’Amministrazione è stata lo sfratto. Il Sindaco ha comunicato all’ente che al 30 giugno deve lasciare liberi i locali. E ha chiesto che lo Stato istituisca una sezione di scuola materna a Cesana.

 

Di che colore politico sia la Giunta di Cesana è difficile saperlo. È una lista civica e il sindaco, dopo trascorsi nella Margherita, poi Pd, poi UdC, poi PdL (col quale è stato eletto un anno fa in Provincia) è passato qualche giorno fa alla Lega Nord.

 

In realtà, è difficile comprendere le motivazioni dell’Amministrazione. Se il motivo fosse di tipo economico, in quanto il Comune sostiene la scuola e, quindi, le famiglie, bastava sedersi intorno a un tavolo a discuterne; e l’ente avrebbe dato la propria disponibilità ad affrontare responsabilmente eventuali problemi. Ma ciò non è accaduto.

 

E anche oggi, a fronte di una lettera del dirigente scolastico che nella sostanza afferma che non potrà esserci una scuola statale dell’infanzia a Cesana, il Comune non intende in alcun modo ritornare sui suoi passi, come la logica e il buonsenso vorrebbero.

 

A seguito di una mia interrogazione parlamentare, il Ministro Gelmini ha risposto che non ci sarà una scuola statale a Cesana, essendocene già una paritaria. L’idea del Sindaco è invece quella di “uccidere” l’ente morale, impedendogli l’attività, per poter dire che a Cesana non c’è nessun servizio. Così, il Sindaco intende ora indire un referendum popolare chiedendo ai cittadini se vogliono l’istituzione della scuola statale.

 

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