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IL RICORDO/ Aldo Clementi, la composizione inconfondibile di un "osservatore indipendente"

Il 3 marzo scorso è morto a Roma l’ottantacinquenne compositore Aldo Clementi, figura ad un tempo atipica e fondamentale del panorama musicale contemporaneo. Il ricordo di LUCA BELLONI

Aldo Clementi (Ansa)Aldo Clementi (Ansa)

Il 3 marzo scorso è morto a Roma l’ottantacinquenne compositore Aldo Clementi, figura a un tempo atipica e fondamentale del panorama musicale contemporaneo.  Nato a Catania nel 1925 Clementi è stato un personaggio che ha attraversato la seconda metà del XX secolo come protagonista delle avanguardie musicali (è tra i fondatori di Nuova Consonanza), ma tenendo una posizione sempre assai personale e misurata.

La sua musica è, fin dalle prime prove mature, assolutamente inconfondibile.  La ricchezza della texture strumentale (che da più parti è stata paragonata alla coeva arte figurativa informale), l’ossessione per un gioco di incisione su veri e propri “muri” di suono generati da complessi meccanismi canonici diventano in breve la cifra stilistica di un autore che si pone come un “osservatore indipendente” delle tendenze (spesso figlie della moda del momento) che si sono susseguite negli ultimi 60 anni.

Un esempio adamantino della prima produzione di Clementi è il brano Informel II (1962) che, fin dal titolo, allude a una materia musicale stratificata, fatta di addensamenti e rarefazioni improvvise, in un susseguirsi di gesti che “tagliano” lo strato “neutro” rappresentato da una fascia sonora tenuta per larga parte del brano dall’armonium.
Aldo Clementi: Informel II
Continuum Ensemble Dortmund
Werner Seiss, direttore