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IL CASO/ Biesuz (Trenord): un contratto "rivoluziona" i treni. Ma la spending review...

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I dipendenti del trasporto locale su ferrovia in Lombardia potranno lavorare di più. Ed essere remunerati il giusto per ogni ora lavorata. Con tanto di incentivi all’impegno personale e un robusto sistema di welfare aziendale alle spalle. Il nuovo contratto di lavoro siglato da Trenord, compagnia di trasporto su rotaia, nata dalla fusione di Trenitalia e LeNord, pare destinato a passare alla storia e potenzialmente anche a inaugurare una pratica virtuosa nelle relazioni tra parti sociali e imprese. Un accordo che, senza la lungimiranza di Cgil, Cisl, Uil, Fast, Ugl e Faisa non sarebbe stato possibile. Ilsussidiario.net ha chiesto a Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Trenord, di raccontare come si è arrivati a questo risultato e quali sono le principali novità introdotte.

 

Annunciando la firma del nuovo contratto lei ha parlato di una «svolta storica» per l’azienda e per il settore. Quali sono i punti principali di questo importante cambiamento?

 

Innanzitutto, il nuovo contratto è basato su più produttività e maggiori ore di lavoro. Prevede, inoltre, l’inserimento di un criterio meritocratico: chi lavora di più guadagna di più. E questo è un concetto che, nel nostro mondo, non era mai stato adottato prima. Da questo punto di vista, ritengo che il nostro sia un contratto assolutamente storico.

 

Ci spieghi meglio.

 

Perché è la prima volta. Non c’è mai stato un contratto di questo tipo, che prevede un aumento di produttività così elevato, intorno al 20/25%. Un contratto che segna il passaggio da 36 a 38 ore settimanali di lavoro (per i lavoratori provenienti da Trenitalia ndr) e che prevede 5 ore e 30 minuti di condotta giornaliera dei treni per i conducenti, quando si partiva da 155 minuti. Credo che questa sia la risposta da dare nel momento di grande difficoltà che vive il Paese.

 

Può dettagliare ulteriormente l’aumento del monte ore di lavoro?

 

Il problema vero è che il 70% dei nostri capitreno e macchinisti lavorava intorno alle 3 ore al giorno. Oggi devono lavorare minimo 5 ore e mezza. E più si spostano verso le 6 e le 7 ore più avranno guadagni. Non perderanno niente rispetto al passato, ma avranno la possibilità di guadagnare di più.

 

Com’è andata la trattativa con i sindacati?

 

La trattativa coi sindacati, come sempre, è stata durissima, molto franca e in alcuni momenti anche drammatica. È durata molto (6 mesi), ma poi, alla fine, i sindacati, assieme a noi, hanno capito che il momento storico che stiamo vivendo necessita di grandi scelte. E una grande scelta è stata compiuta. I sindacati sono stati responsabili nel firmare un contratto così innovativo.

 

Stimate una crescita della produttività aziendale pari al 20%. Un dato molto interessante...

 

Stiamo facendo i conti in questi giorni perché prima di dare una stima definitiva occorre costruire i turni secondo le nuove regole di lavoro. L’aumento di produttività comunque è previsto tra il 20% e il 25%.

 

È vero che il nuovo contratto premierà il merito e l’impegno dei dipendenti?



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