BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ALITALIA/ Windjet, una fusione che non elimina perdite e tagli

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

ALITALIA, VIA LIBERA ALLA FUSIONE CON WINDJET Che Alitalia riesca, finalmente, a spiccare il volo anche dalle condizioni poco felici in cui versa? La fusione con Windjet cui l’antitrust ha dato il via libera dovrebbe far ben sperare. La società, in cambio del nulla osta, dovrà cedere slot sulle tratte Palermo-Milano Linate, Catania-Milano Linate e Catania-Roma Fiumicino. In linea teorica, dovrebbero prodursi una serie di effetti benefici; che, tuttavia, difficilmente riusciranno a far rientrare il piano esuberi, soprattutto tra gli assistenti di volo, previsti per far fronte ai costi oramai insopportabili per l’azienda. Andrea Giuricin, Fellow dell’Istituto Bruno Leoni ed esperto di trasporti, spiega a ilSussidiario.net quali scenari si prospettano. «Indubbiamente, l’operazione risponde alle esigenze di crescita della compagnia. Ricordiamo, infatti, che uno dei suoi limiti principali è sempre consistito nelle scarse dimensioni. I suoi passeggeri sono meno di 30 milioni. Difficilmente, tuttavia, anche in seguito all’acquisizione, tale soglia sarà superata. E, benché sia la prima compagnia italiana, il mercato, ormai, va affrontato su scala, come minimo, europea. Se non addirittura mondiale».

E, a livello europeo, le cifre non sono commensurabili: «Ci sono attori, come Lufthansa, che hanno 106 milioni di passeggi, Ryanair ne ha 76, Air France Klm 75. Alitalia, in confronto, è una semplice compagnia regionale, focalizzata sull’Italia. Oltretutto, il suo traffico intercontinentale, attualmente il più remunerativo, è decisamente poco sviluppato». Non si pensi che la fusione, quindi, produrrà miracoli. «Windjet era una compagna low cost che aveva concentrato il suo business, in particolare, sulla Sicilia. La sua acquisizione consente, di conseguenza, l'ulteriore rafforzamento sulle tratte interne. Specialmente su Roma-Fiumicino». Per quanto tutt’altro che trascurabile, sarà uno soltanto l’obiettivo raggiunto: «Alitalia, acquistando ulteriori quote di mercato, resterà, nel nostro Paese, la compagnia più forte. Compagnie italiane paragonabili, del resto, non ne esistono più». Sul fronte economico, tuttavia, per ora, non si vedono svolte all’orizzonte: «Va detto che Windjet non è di certo un “gioiellino” in grado di produrre chissà quali utili. E’ improbabile, quindi, che la fusione risolverà i problemi di bilancio. A breve termine non credo che i guadagni di Alitalia subiranno un’impennata». Le previsioni sul lungo periodo non sono migliori. 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
20/07/2012 - Beh....ULTIME PAROLE FAMOSE.... (Guido Gazzoli)

"Con i francesi Alitalia non sarà più un'azienda indipendente, si continuerà a viaggiare sui vecchi Md80, Malpensa perderà definitivamente la possibilità di diventare un grande aeroporto." Corrado Passera , AD Banca Intesa Gennaio 2008 con CAI invece....

 
19/07/2012 - int. a Giuridicin (alberto servi)

Quanto Spinetta si era prefisso nel 2001 si è puntualmente manifestato ed è sempre più evidente. L'Alitalia col piano Cempella/Burlando e la riduzione del traffico su Linate avrebbe mantenuto la rete intercontinentale nell'HUB Malpensa. Solo con il Lungo Raggio ci sono sempre i ritorni più significativi nel Trasporto aereo. Spinetta e quanti ci capiscono un pò vogliono che i passeggeri per andare negli angoli più remoti del mondo partano da Parigi, FRK o Londra. L'Alitalia è ancora condotta da neofiti che si dilettano con i charter alle Maldive e continuano a immettere nella flotta aerei da corto/medio raggio. Ergo: sono i feeder dell'a/d Charles de Gaulle.