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BLOOPERS/ Un compleanno tra Rivelazioni, Balla coi lupi, Django e la smorfia di Totò

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Una scena del film Balla coi lupi  Una scena del film Balla coi lupi

Spino... non ci credo... sono emosssionatissima... La settimana prossima è il nostro compleanno! Ci pensi? Un anno insieme a “Una settimana da blooper”... Ho già comprato i decorini, dai, che un festone ci vuole!

 

Sìììììì! Fe-sta, fe-sta! Mi sembra ieri che abbiamo iniziato… come passa il tempo!

 

Intanto comincio con “Mi sdoppio in 4”, alle 21.10 su La5. Tralasciando che “sdoppiarsi in 4” è qualcosa di logicamente stridente, segnalerei questo: quando, verso l’inizio, Dag sta parlando con la moglie, dice che farà colazione coi cereali. Prende, allora, la scatola coi biscotti, intento a versarli nel piatto, ma la scatola cambia colore e marca per ben tre volte con il susseguirsi delle inquadrature: prima celeste, poi bianca e infine gialla.

Nemmeno nella pubblicità dei ChocoPops ti fanno vedere così tanta scelta di cereali a colazione...

 

Io dalla Germania non posso che guardare “Totò e Peppino divisi a Berlino” (Retequattro 1.50). Chissà che Peppino non sia stato scelto proprio per la rima con Berlino. Chissà dove avrebbero girato se ci fosse stato Macario, al suo posto. Chissà.

In ogni caso, quando vanno in casa dei tedeschi per vendere biancheria, Totò, riferendosi alla cameriera, dice che le piacciono molto i suoi “19” facendo con le mani la forma dei seni. È un chiaro riferimento alla smorfia napoletana, che ricorre spesso nel film. Ma nella smorfia i seni fanno “28” e non “19”. 

 

Non è che mi gonfieresti quei due/trecento palloncini? Che saranno mai, scusa, tanto hai sempre detto di avere ottimi polmoni...

 

Non ricordo di averlo mai detto, sinceramente…

 

Se non l’hai detto l’hai pensato, sono sicurissima, zìzì.

Domani andrei su “Armageddon - Giudizio finale”, alle 20.30 su Rai3, per la splendida colonna sonora e Ben Affleck, principalmente. Uh, da quanto non leggevo più “20.30” per la prima serata... Nostalgia anni ‘80. Dunque, dicevo. Se una meteorite dovesse colpire il centro di una grande città (Parigi, nella fattispecie), le strutture vicine all’orlo del cratere verrebbero disintegrate. La città non starebbe a metà in piedi come mostrato nel film.

Certo che però sarebbe stato molto meno melodrammatico.



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