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DALLA CINA/ Lao Xi: all'Europa franco-tedesca non piace l'Italia

giovedì 11 agosto 2011

L'"invasione" dell’Italia che avevamo invocato qualche giorno fa (vedi link) è cominciata e così sono anche aumentate le probabilità di salvezza del Paese. Ma questo, come sempre, ha avuto il suo prezzo. Il presidente francese, Nicholas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, hanno imposto al governo di Silvio Berlusconi un compito duro e difficile di cui non conosciamo i dettagli, ma le cui linee generali prevedono certo lacrime e sangue per il prossimo futuro.

Non si sa se in tali condizioni il governo ce la farà, in generale, se ce la farà in questa formazione o se avrà bisogno di un rimpasto importante sostituendo, come si legge da più parti oggi, al Ministero del Tesoro Giulio Tremonti con Mario Monti.
Di certo, con o senza Monti, l’Italia oggi è un Paese a sovranità limitata e la crisi italiana ha contribuito a ricreare un direttorio franco-tedesco che dovrebbe far muovere l’Unione europea nel senso di una maggiore integrazione politica.

Si è confermato così, per l’Italia degli ultimi 15-20 anni, un fenomeno che è molto bizzarro se visto da fuori. Il Paese è capace di muoversi sotto la minaccia di una pressione esterna, oggi, come nel 1998 al momento dell’adesione all’euro con il governo allora di Romano Prodi; resta invece immobile, paralizzato dalle lotte intestine se lasciato a se stesso, indipendente.

E sembra tanto più bizzarro che ciò avvenga durante il 150° anniversario dell’indipendenza italiana e che tra quelli che “si piegano al tedesco” ci sia proprio la formazione politica, la Lega, che ha preso a simbolo la lotta di indipendenza dal Sacro Romano impero di Federico Barbarossa.
In realtà queste ironie dimostrano solo la profonda incapacità dell’attuale classe politica italiana, ma non aggiungono o tolgono nulla alle necessità strategiche del paese.

In un mondo di mega-stati, come la Cina, l’India, l’Indonesia, il Brasile o gli Stati uniti, l’Italia lasciata a se stessa e senza grandi idee in un decennio rischia di crollare al livello della Thailandia o della Colombia. L’orizzonte di sopravvivenza politica ed economica dell’Italia è quindi l’Europa.
Il problema vero allora diventa per il prossimo futuro come può consolidarsi e strutturarsi questo nuovo direttorio franco-tedesco in maniera meno episodica di quella attuale e che ruolo possono avere l’Italia e tutti gli altri stati minori in tale direttorio.




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COMMENTI
11/08/2011 - Quando si è credibili? (Giustizia Popolare)

Il problema delle credilità dei politici italiani deriva da un solo fatto, reale : che non rappresentano più le esigenze e gli interessi del popolo che li eletti, e da molti anni.....(e non è che nel resto d'Europa siano messi tanto meglio)