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lunedì 18 giugno 2012
Non bisogna aspettare domani o tra qualche mese, quando saranno pubblici i risultati delle prossime elezioni parlamentari. Per la legge politica per cui i sondaggi in ascesa o discesa significano forza contrattuale già oggi, Grillo, dato adesso con il suo “Movimento 5 stelle” intorno al 20% e con favori in ascesa in futuro, è ora padrone dell’Italia. I suoi concorrenti dovrebbero pensare ed agire per togliergli vento dalle vele, ma questo non sta accadendo ed è probabile che non accadrà, visto che non è accaduto finora. Infatti, è accaduto il contrario.
Già da due anni su queste pagine avevamo sentito odore di venti rivoluzionari nell’aria con l’elezione di Pisapia come sindaco di Milano e di De Magistris a Napoli, perché i due sono stati eletti fuori dai vecchi schemi dei partiti, e contro la volontà delle segreterie, appoggiati dall’Italia dei Valori e dalla sinistra di Vendola, le due formazioni più radicali. Solo che anche loro sono stati scavalcati nell’onda del radicalismo, perché la situazione in Italia precipitava a velocità maggiore di quanto si aspettassero molti e i partiti davano risposte sempre più stentate. Quello che accadrà allora tra qualche mese è che Grillo avrà il maggiore partito in parlamento, o come dice il politologo Stefano Folli, il partito con il maggiore potere “magnetico”, perché trascinerà sulle sue posizioni anche Italia dei Valori e Vendoliani. Inoltre, visto che l’assenteismo, sempre secondo i sondaggi, dovrebbe essere oltre il 30% e che Grillo potrà dire di avere il partito più vicino al sentimento degli assenteisti, ecco l’ex comico nelle condizioni di affermare di essere la voce della maggioranza degli italiani.
Con tale forza, come prevedeva da mesi il politologo Claudio Landi, Grillo sceglierà nei fatti il prossimo presidente della repubblica. Questi potrà avere poteri maggiori o minori, a seconda di cosa sia successo nel frattempo dell’Europa e di cosa avrà deciso di fare la Germania, ma certo non sarà una figura solo simbolica. Infatti, se il prossimo presidente fosse scelto da una coalizione di tutte le forze ad esclusione degli Stellini, allora Grillo potrà ergersi a grande oppositore del sistema, e quindi sì devastare la situazione. Più facile invece che si scelga di fare un presidente insieme a Grillo, il quale così di fatto, se giocherà bene la sua partita, potrà imporre a tutti le sue regole.
Del resto così fecero i socialisti per anni con il 15% o giù di lì. Solo che allora la situazione internazionale e nazionale era molto meno instabile. È un gran danno tutto ciò? No, anzi, se si guarda solo al bisogno assoluto di cambiamento che ha il sistema politico italiano. Tale cambiamento era necessario da anni, quindi poiché i partiti non l’hanno dato il paese se l’è preso.
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