BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCIENZ@SCUOLA/ Riflessioni e chiarimenti sui Percorsi di Scienze alla Scuola Primaria

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Le immagini presenti in questo articolo sono tratte da: "Tacuina Sanitatis - Biblioteca Casanatense codex 4182"  Le immagini presenti in questo articolo sono tratte da: "Tacuina Sanitatis - Biblioteca Casanatense codex 4182"

Quante volte nel parlare quotidiano pronunciamo, o sentiamo pronunciare, la parola «trasformazioni». In molti contesti diversi, nel mondo magico della fantasia come nel rigore della termodinamica. Pur nella molteplicità dei possibili nessi, per esempio con la dimensione spaziale di un oggetto, con le caratteristiche qualitative e/o quantitative di un sistema, o ancora con quell’impalpabile realtà che è l’energia, il termine ha comunque il significato di «cambiamento nel tempo». Per questo, nelle fasi iniziali della formazione scientifica, le azioni fondamentali della ricerca sul mondo si articolano come studio dei fenomeni con cui il mondo cambia. Non a caso, le Indicazioni Nazionali per la scuola primaria e la prassi didattica spesso pongono al centro del lavoro del primo biennio (seconda e terza classe) il tema del cambiamento.

 

 

 

Nella scuola primaria gli argomenti di scienze si collocano all’interno di due grandi aree, quella dei fenomeni fisici e chimici e quella dei fenomeni più propriamente biologici, con un continuo riferimento a oggetti e avvenimenti che fanno parte del mondo del bambino. Perciò, nell’arco della scuola primaria, occorre un nesso esplicito a fenomeni direttamente sperimentabili dai bambini. «Per esempio, per l’area biologica nella prima classe si può lavorare sulla discriminazione vivente/non vivente e sulla esplorazione del mondo attraverso i sensi; mentre, nella quinta, sulle relazioni tra le diverse parti del corpo umano e sulle relazioni tra l’uomo e l’ambiente in cui vive. Invece, per l’area dei fenomeni fisici e chimici si tratterà di osservare e descrivere prima fenomeni semplici che si svolgono nel tempo e nello spazio e di identificare poi le relazioni dinamiche (comprese semplici trasformazioni di energia) tra questi tipi di fenomeni» (SNV 2008, Quadro di riferimento di Scienze)

 

 

Registrare i cambiamenti del mondo

 

Il termine trasformazioni è particolarmente significativo nella scuola primaria, perché va oltre le frammentazioni disciplinari e permette di incontrare, fin dalle prime classi, un aspetto irrinunciabile del mondo in cui viviamo, la sua capacità di cambiare nel tempo.
Precisiamo: non si tratta di studiare un concetto, ma di vedere la realtà che si trasforma; se guardando gli oggetti (un sistema) si evidenzia una variazione, si può affermare che nel sistema è avvenuta una trasformazione. In altre parole, si ha una trasformazione quando nel tempo cambiano alcune caratteristiche specifiche di una sostanza/ un materiale/ un oggetto. Perciò occorre anzitutto rilevare che esiste una sostanza/ un materiale/ un oggetto, poi riconoscerne le caratteristiche specifiche (analizzabili sperimentalmente) e registrare come esse cambiano nel tempo.
[Immagine a sinistra: Vino Rosso. Da "Biblioteca Casanatense codex 4182"]
La prima fase di un lavoro sull’argomento, per esempio nella classe seconda, consiste nella scoperta delle tante trasformazioni che avvengono nel mondo di ogni giorno e nelle occasioni speciali; che avvengono nei luoghi e nei contesti più disparati: a scuola, a casa, in vacanza, nel proprio corpo, nel mondo animale e vegetale, nelle condizioni meteorologiche, nei fenomeni sismici, nelle eruzioni vulcaniche, nei fenomeni astronomici. Non per stilare un elenco che comunque resta incompleto, ma per imparare a vivere con gli occhi spalancati su quello che accade intorno a noi. E anche per sottolineare qualche tema già affrontato nel primo anno di scuola come per esempio il mutare delle stagioni, la rilevazione della crescita corporea eccetera.

 

 

Trasformazioni: chimiche o fisiche?

 

Le considerazioni svolte fin qui, che hanno anche la pretesa di fondare il percorso e di tenerlo strettamente agganciato alla concretezza del quotidiano, hanno lasciato in posizione di attesa l’approccio classico che parte dalla distinzione tra trasformazioni fisiche e chimiche, presente nei libri di testo della scuola secondaria e trasferito troppo spesso acriticamente nei libri della primaria e nei «percorsi» rintracciabili sul web.
Un approccio che anticipa, in modo totalmente astratto rispetto alla capacità di comprensione del bambino, conoscenze sulla costituzione microscopica della materia e la possibilità di verificarne variazioni a livello molecolare.
Infatti, in termini semplici e in modo schematico, solitamente si identificano due tipi fondamentali di trasformazioni: le trasformazioni fisiche in cui cambiano le caratteristiche misurabili, ma non cambia la composizione del sistema e le trasformazioni chimiche (o reazioni chimiche) in cui una sostanza si trasforma, cioè diventa un’altra, con proprietà (chimiche e fisiche) diverse. Ma ci sono trasformazioni che sono in parte di tipo fisico e in parte di tipo chimico, come per esempio quelle che avvengono durante la crescita di animali e piante, e non sempre è possibile separare nettamente i due tipi di trasformazioni. Perciò, tanto da un punto di vista scientifico, quanto dal punto di vista didattico, saremmo di fronte a una semplificazione che riduce e deforma il contenuto.



  PAG. SUCC. >