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SCIENZ@SCUOLA/ Il Corpo Umano. Scienze alla Scuola Primaria - Sostegno

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L’esperienza insegna che tanto più un argomento, un concetto, un ragionamento diventano chiari alla mente, tanto più diventa essenziale e trasparente la comunicazione. Il racconto di un percorso sul corpo umano, svolto in una classe quinta primaria con alunni che presentano difficoltà di apprendimento, dimostra l’importanza della elementarità e della chiarezza nella presentazione didattica di argomenti anche complessi. E della creatività che permette di inventare, anche in situazioni difficili, strumenti di comunicazione - per esempio disegni, immagini, schemi, parole chiave - che attivino la capacità di comprensione degli alunni e li mettano in grado di acquisire in modo stabile le nozioni fondamentali, rispettando sempre, anzi potenziando, gli aspetti concreti del metodo scientifico.

 

 

 

 

Durante l’anno scolastico 2010-2011 ho lavorato come insegnante di sostegno in una classe quinta della scuola primaria “Galileo Galilei” di Corsico (Mi).
Dopo un iniziale periodo di osservazione della classe e degli alunni, in accordo con le insegnanti di classe, è stato deciso che sarebbe stato utile un intervento personalizzato relativo al metodo di studio di alcuni ragazzi, soprattutto in vista dell’imminente passaggio alla scuola secondaria di primo grado. Tale intervento è stato rivolto a un piccolo gruppo di alunni costituito inizialmente da sei ragazzi e successivamente da quattro. Tre di loro presentavano difficoltà relative alla lingua, altri tre relative alla capacità di comprensione, di memorizzazione e di rielaborazione del testo.
Personalmente ho accettato con entusiasmo questa proposta e ho cercato di individuare un percorso didattico che potesse incrementare le capacità di questi alunni. Sostenuta, in questa scelta dalle parole di Rosario Mazzeo quando sostiene che insegnare non significa as-segnare dei compiti, ma dare la possibilità di studiare cioè con-segnare una serie di ragioni e di passi da verificare nello studio personale (1).
Nell’attualizzazione del percorso di apprendimento ho dovuto considerare la differente tipologia del gruppo di lavoro, infatti esso risultava costituito da una parte da bambini di origine straniera, le cui difficoltà erano riconducibili essenzialmente alla comprensione del testo per motivi di natura lessicale e dall’altra da ragazzi con reali difficoltà di apprendimento.
Per i primi è stato sufficiente un lavoro di semplificazione linguistica, per i secondi si è reso necessario un lavoro più articolato.

 

 

Le difficoltà a livello testuale

 

Le scelte relative al progetto sono state determinate da alcune riflessioni pedagogiche secondo le quali il testo può presentare, per gli alunni con difficoltà di apprendimento, problematiche di diversi tipi.


Difficoltà di contenuto
Gli argomenti trattati, le conoscenze e gli interessi degli alunni risultano troppo distanti. Diventa perciò fondamentale ricondurre tali argomenti all’esperienza e al vissuto del ragazzo stesso.
Per esempio, studiare le regioni italiane utilizzando immagini, racconti di viaggio dei familiari, interviste a nonni e zii.


Difficoltà linguistiche
Si riferiscono alla difficoltà di comprendere alcuni termini che non fanno ancora parte del vocabolario personale.
Per ovviare questa lacuna sono state effettuate due scelte di metodo: utilizzo di termini semplici e ripetizione dei vocaboli o della struttura della frase.


Difficoltà cognitive
Si intendono le difficoltà legate all’incapacità di classificare e organizzare le informazioni. Recenti ricerche, infatti, hanno dimostrato che il mancato apprendimento è spesso riconducibile alla difficoltà del soggetto di decodificare e rielaborare il testo. Secondo uno studio di Brigham, Mastropieri e Scruggs (2) ai fini di una buona codifica e del recupero delle informazioni è importante integrare gli elementi verbali con quelli spaziali o figurativi.
Numerose ricerche sulla metacognizione hanno sottolineato che quanto più il soggetto elabora in modo sistematico, organizzato, profondo e personale i contenuti, tanto più la loro rievocazione risulta nitida e duratura. «Più è attiva la manipolazione delle immagini di ciò che si cerca di ricordare, più accurata sarà la rievocazione. È molto importante ribadire che la memoria a lungo termine dipende molto dall’organizzazione. Le cose si ricordano meglio se sono collegate tra loro» (2, pagina 470).
Gli studenti con difficoltà nel comprendere le spiegazioni orali riescono ad acquisire alcuni contenuti attraverso l’ausilio di schemi, rappresentazioni grafiche e mappe concettuali.
L’obiettivo di questo progetto allo studio è stato quello di presentare concetti chiave servendosi di illustrazioni, modelli realizzati dai bambini stessi, cartelloni, in modo che l’alunno potesse comprendere e rielaborare i contenuti.



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