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SCIENZ@SCUOLA/ Osservare e Classificare nella Seconda Primaria. Parlare di Scienza o fare Scienza?

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Più volte su questa rivista, e nel gruppo di ricerca sulla didattica delle scienze alla scuola primaria cui partecipa dall’inizio anche l’autore, abbiamo indicato le azioni fondamentali del fare scienza, osservare, identificare, classificare, come le parole chiave che dettano un metodo e percorsi di lavoro efficaci. In modo originale, l’esperienza descritta in questo contributo si sofferma sul significato del «classificare» - i viventi, ma non solo. La forza conoscitiva di questa azione, che può essere a posteriori, di fronte alla scoperta della varietà con cui si presenta la natura, oppure contemporanea all’identificazione e ordinamento di caratteristiche esaminate, sta nella necessità di scegliere un criterio di «raggruppamento» o di «suddivisione». Così l’attenzione al mondo esterno, la riflessione su ciò che si è osservato, il confronto e la iniziale costruzione di nessi e relazioni tra gli oggetti rendono l’apprendimento un’avventura del pensiero e non un esercizio mnemonico.

 

 

 

Nella prima parte di questo contributo descrivo un lavoro, sviluppato all’inizio del nuovo anno scolastico, nato come momento di scoperta e di osservazione in seguito alla sistemazione dei compiti delle vacanze assegnati alla fine della classe prima: osservare, raccogliere, descrivere oggetti, viventi e non viventi, tipici dei luoghi visitati (vedi anche Emmeciquadro n° 39).
È stato un lavoro semplice ma ha offerto l’occasione di vedere come la natura ci viene incontro con tutta la sua varietà, molteplicità, e nello stesso tempo ci viene suggerita l’idea di un ordine; per esempio, le specie viventi sono tante ma si possono raggruppare in insiemi con proprietà comuni.
A documentare che «classificare» non è una operazione per vecchi scienziati (come il famoso Linneo studiato alle superiori), ma una azione fondamentale per conoscere da protagonisti, di fronte alla varietà della realtà.
Nella seconda parte, invece, descrivo come abbiamo «applicato» allo studio del mondo vegetale, con una consapevolezza maggiore, il criterio di «classificazione» sperimentato all’inizio dell’anno scolastico. E, ancora, quali iniziative abbiamo attuato per arrivare a coltivare un orto di classe non solo in termini di gioco, ma come occasione per imparare concetti e strumenti di analisi nuovi.

 

 

Classificando si impara

 

Seguiamo i passi di questa scoperta.
Anzitutto abbiamo sistemato la varietà del materiale portato a scuola come tesoro delle vacanze: i bambini hanno diviso spontaneamente il materiale in quattro gruppi: conchiglie, sassi e sabbia, piante, altro.
Spieghiamo bene come ogni gruppo ha messo in ordine il proprio materiale.
Il primo gruppo ha sistemato le conchiglie per colore, forma e grandezza.
Il secondo gruppo ha diviso i sassi secondo il colore. Abbiamo deciso di sistemare in questo gruppo anche la sabbia perché i suoi granelli sono briciole di sassi. E questa è stata già una prima scoperta!
Il terzo gruppo ha diviso il materiale in: parti dell’albero, erba e fiori, muschio.
Nell’ultimo gruppo ci sono oggetti che non possono far parte dei precedenti.
Ogni gruppo ha rappresentato sul quaderno alcuni esempi del lavoro svolto.
In particolare ci siamo interessati alle conchiglie perché tutti le conosciamo ma non sappiamo bene cosa siano. Così ci siamo lasciati con l’attesa di questa scoperta!

 

8 ottobre 2009

Se guardo bene ….

Osservazioni sui nostri ricordi

 

Abbiamo diviso tutto in quattro gruppi: conchiglie, sassi e sabbia, piante, altro. 
   
Ogni gruppo ha messo in ordine il proprio materiale. 
   
Il mio gruppo ha sistemato le conchiglie per colore, forma, ruvidezza.

 

La prima cosa che attrae di esse è la forma, poi le sfumature dei colori. Infatti questo è stato il criterio con cui i bambini hanno diviso le conchiglie.

Non ci siamo preoccupati di dare dei nomi scientifici né di una catalogazione seria; il passo seguente del lavoro è stato dare nomi ai diversi tipi di conchiglia in base a ciò che ricordavano nella forma. Abbiamo chiamato questo esercizio «Mi viene in mente …».
Ora ogni conchiglia aveva un nome.
Con il tempo impareremo a riconoscere le conchiglie e gli animali a cui appartengono.

 

12 ottobre 2009

Le nostre scoperte ….

Le conchiglie


Cani, gatti, pesci e uccelli sono animali che hanno le ossa all’interno del corpo.
Ma molti animali acquatici e alcuni animali terrestri hanno le ossa all’esterno del corpo: sono le conchiglie che si trovano sparpagliate sulla spiaggia e di cui facciamo la raccolta.

 

Questi animali si chiamano molluschi.

Alcuni producono la conchiglia a uno o a due pezzi.

Che belle forme!

Mi viene in mente...
   
  
  











Sulla spiaggia si possono trovare conchiglie lisce, macchiate, a righe, spinose; conchiglie che assomigliano a un fico, a un piccolo turbante o a una proboscide di elefante arrotolata.
Quando setacciamo la sabbia e forse troveremo una conchiglia a forma di vite, un'altra simile a una stella, un’altra contorta.

 

 

Osserviamo nella varietà

 

A metà anno della classe seconda è stato utile recuperare quanto appreso fino a quel momento sul mondo delle piante.
Alcune tappe del lavoro svolto: osservazione delle foglie, scoperta dei frutti dell’autunno, incontro con l’arancia, conosciamo meglio i bulbi.

 

Le foglie

 

Abbiamo osservato le foglie raccolte nel giardino della nostra scuola o portate da casa, le abbiamo disegnate e descritte, annotato le nostre osservazioni e confrontate.



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