BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Emmeciquadro n° 55

SCIENZA&CLASSICI/ Commemorazione di Padre Stanley L. Jaki OSB nel primo anniversario della sua morte

Dalla copertina del LibroDalla copertina del Libro

Si tratta del versetto biblico del Libro della Sapienza 11,20: omnia in mensura, et numero, et pondere disposuisti (Tu che hai disposto tutto con misura, calcolo e peso). Secondo Jaki la scienza si distingue dalle altre discipline del sapere per il fatto di vertere intorno alla quantificazione della realtà. Alla base della pratica scientifica, pertanto, vi è l’attività delle misurazioni. Il cristianesimo è stato un fondamento essenziale per il conseguimento della scienza e una delle ragioni è data proprio dall’importanza di questo versetto, uno dei più citati nei trattati medievali di filosofia naturale.
Nel saggio successivo Lucia Guerra Menéndez (pp. 35-43), Lettrice di Fisiologia Umana all’Università San Pablo CEU di Madrid, si è occupata della concezione bioetica di Jaki. Jaki non ha dedicato alla bioetica la maggior parte dei suoi scritti, anche se la sua visione è assolutamente degna di nota. La suddetta specificità matematica della scienza comporta la sua distinzione rispetto all’etica, poiché in quest’ultima disciplina le misurazioni non hanno alcun ruolo. Questa concezione porta automaticamente alla negazione dello scientismo, cioè la pretesa che tutte le nostre valutazioni, anche quelle etiche, poggino sui contenuti e i valori della ricerca scientifica. La conseguenza è quella di riconoscere che solo una prospettiva fondata sul cattolicesimo può avviare l’umanità verso un uso corretto del sapere scientifico e della tecnologia.
Nella società odierna la concezione scientista, secondo la quale la validità etica di un’applicazione tecnologica è data soltanto dalla sua validità scientifica, ha trovato un valido alleato nel relativismo che permea larghi strati della nostra società. Fenomeni di massa come le pratiche abortive, l’uso incontrollato delle tecnologie militari e il controllo sulla popolazione fondato su pessime visioni dell’uomo, come il Darwinismo Sociale, rappresentano, pertanto, diversi aspetti dello stesso problema. Si tratta di un errore epistemologico e, allo stesso tempo, etico.
Tali pratiche, infatti, riflettono una scorretta considerazione della scienza che si è innalzata impropriamente a giudice supremo della vita pubblica, andando ben al di là della sua impostazione meramente quantitativa. Il fatto che dei rappresentanti di altre confessioni cristiane abbiano legittimato alcune delle pratiche sopracitate conferma che solo la cultura cattolica, e la Chiesa come istituzione, sono in grado di proporre una valida alternativa alla contemporanea deriva morale.


La posizione filosofica
Nel corso della sua attività di ricerca Jaki ha assunto una precisa posizione filosofica, collocandosi nell’ambito del realismo metodico, ispirato dal pensiero di Etienne Gilson, e la filosofia del senso comune, affermata da autori come Antonio Livi. É questo il contenuto del lavoro di Hrvoje Relja (pp. 45-52), docente di metafisica e filosofia della religione presso l’Università di Split (Croazia). Cogliere la realtà oggettiva è il primo passo per un approccio veritativo al sapere e in questo senso i giudizi fondamentali del senso comune precedono la scienza.
Quest’ultima, infatti, poggia sulle nozioni primarie per articolare una conoscenza fondata sulle quantità. Le strade della scienza e le vie verso Dio2, dunque, costituiscono un unico percorso intellettuale che parte dalle certezze evidenti per giungere alla conoscenza scientifica e al riconoscimento dell’opera del Creatore.
Più specifico è il contributo offerto da Jason Mitchell (pp. 53-87), docente presso l’Ateneo Regina Apostolorum, che ha delineato la posizione di Jaki in merito alla metafisica tomista. Secondo Jaki, la scienza presuppone alcuni assunti metafisici: l’intellegibilità della natura, la sua semplicità e uniformità, il principio di simmetria. Nonostante che a partire dall’era del Positivismo gli scienziati abbiano escluso questa disciplina dai loro interessi, «la metafisica è un passo al di là della scienza, ma non un passo al di là della natura» (p. 56).
In generale, Jaki approva la teoria della conoscenza di San Tommaso, anche se critica il fatto che l’Aquinate abbia adottato la visione del mondo aristotelica. I risultati dell’odierna cosmologia, inoltre, confermano la validità della metafisica realista come concezione di un Universo che, in quanto tale, è una certezza ovvia, consistente nella totalità e unità dei fenomeni in interazione tra loro. Questi sono i capisaldi della metafisica tomista che risultano ancora validi oggi e che invalidano i contenuti di filosofie come quella kantiana o quella idealista.