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ROMA VIOLENTA/ L'esperto: la vera "cura"? Dare lavoro ai giovani

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Roma. Si torna a sparare nella capitale. Questa volta è rimasto gravemente ferito un romano di 30 anni con precedenti per vari reati, raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco al collo e all’addome mentre si trovava in auto con la fidanzata, proprio come Flavio Simmi, ucciso nel quartiere Prati l'estate scorsa. In questa occasione lo scenario torna ad essere la zona di Tor Bella Monaca, dove un mese e mezzo fa due uomini spararono contro un pregiudicato che stava parcheggiando l’automobile, ferendo una bambina di dieci anni con i frammenti del vetro andato in frantumi. Appena due giorni prima, nello stesso quartiere, un uomo a bordo di uno scooter aveva aperto il fuoco contro un ragazzo di 21 anni. A lanciare l’ennesimo allarme sicurezza nella capitale è il segretario romano del Pd, Marco Miccoli: «Siamo davvero preoccupati per l'ennesima sparatoria avvenuta nella nostra città. E' chiaro che c'è un allarme violenza e che siamo di fronte a una guerra tra bande che si concentra in alcuni quartieri della capitale. Per questo chiediamo nuovamente al governo e alle istituzioni capitoline di intervenire per evitare che a Roma le sparatorie in mezzo alla strada diventino un fatto scontato». Eppure, secondo un’analisi dei trend della criminalità elaborata dal Sole24 Ore sui dati forniti dall’Anfp, l'Associazione nazionale funzionari di polizia, la capitale registra un incremento dei delitti denunciati nel 2010 pari all'8% circa, con Milano che mantiene il primato, ma di appena un 0,2% in più. Roma “va forte” nei furti di auto (491 ogni 100 mila abitanti) e negli scippi (indice 41 contro una media Italia di 23,6). Inoltre l'aumento dei furti in casa è stato pari al 12% a livello nazionale, ma è raddoppiato (+26%) a Milano e a Roma (34esimo posto nella relativa classifica). E mentre a Milano i borseggi appaiono in calo (-11%), a Roma sono saliti del 27%. Stesso andamento per rapine e scippi: in calo a Milano rispettivamente del 4% e del 10%, ma entrambe in crescita di circa il 20% a Roma. IlSussidiario.net ha chiesto un parere al noto criminologo Francesco Bruno: «Mi sembra evidente che i reati siano aumentati rispetto all’anno scorso, ma questo in corso è un anno di particolare sofferenza sociale, quindi in questi casi è possibile che il trend tenda a crescere. Questo dimostra che non si tratta solo un problema di educazione, ma anche un problema di prevenzione, ma le forze dell’ordine hanno la capacità di intervenire fino a un certo punto. Bisognerebbe invece valutare e intervenire più efficacemente partendo da un livello più generale, politico, e non meramente tecnico e locale. Vediamo che tendono ad aumentare sempre di più quei reati che nascono dalla disperazione, che provengono da una dilagante disoccupazione giovanile e da una crescita nulla del nostro Paese. Il problema è che insieme a questo tipo di reati, ne sta anche crescendo un altro, sicuramente più grave e pericoloso, che sta acquisendo connotazioni che fanno sempre più pensare che quella criminalità organizzata che una volta era più stabilizzata nelle regioni meridionali, oggi stia muovendosi verso Roma.



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