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OLIMPIADI/ Pietro Mennea: per Roma solo un danno, lasciamo i Giochi al Giappone

PIETRO MENNEA, ex atleta olimpionico e detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996, commenta l'ormai ufficiale candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2020

Pietro Mennea con Usain Bolt (Foto Ansa) Pietro Mennea con Usain Bolt (Foto Ansa)

OLIMPIADI ROMA - «Roma non ha bisogno dei Giochi Olimpici per mostrare la sua grandezza. Questi sono eventi che durano una quindicina di giorni ma che poi, una volta terminati, lasciano solo costi e oneri indefiniti a carico della città della città e del Paese che li organizza. Stiamo ancora pagando la gestione degli impianti per i Giochi invernali di Torino, mentre la Grecia è nella situazione in cui si trova anche per colpa delle Olimpiadi del 2004». Pietro Mennea, ex atleta olimpionico e detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996, commenta nell’intervista a IlSussidiario.net, la recente ufficiale candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2020. «Chi non ha i conti in ordine non può affrontare questo genere di eventi, e sarà la stessa storia di una città, come quella di Roma, a far arrivare un maggior numero di turisti. Le Olimpiadi hanno perso il valore che avevano prima, ora si tratta solo di business, che fa comodo solo a chi organizza l’evento, non a chi lo ospita».

Come mai crede che le Olimpiadi non faranno bene a Roma?

In tutta la storia dei Giochi Olimpici, dal 1896 fino a quelli cinesi, ogni paese organizzatore ha dovuto affrontare una recessione cronica, fatta eccezione per il caso di Atlanta, ma solo perché erano stati costruiti pochissimi impianti. In tutti gli altri  casi, nessuno escluso, l’economia del paese è entrata in crisi.

Può farci qualche esempio?

Per quelli di Sidney i cittadini australiani stanno ancora pagando la gestione degli impianti, mentre in Grecia, la maggior parte dei 21 impianti costruiti non è più funzionante oppure sono soggetti a un forte degrado. Anche i cittadini canadesi, che hanno ospitato le Olimpiadi a Montreal nel 1976, hanno finito di pagare la tassa per i Giochi solo nel 2005. Anche la Cina, che vanta la più ricca economia mondiale, dopo i Giochi del 2008 ha subito una lieve recessione e oggi molti degli impianti costruiti sono usati per altri scopi perché i costi di gestione risultano insostenibili. Ed è proprio questo il problema, perché finché queste strutture non verranno smantellate, bisognerà continuare a pagare le altissime spese di gestione.

I Giochi quindi non potrebbero influire positivamente sull’economia della città?

L’economia non si muove solo grazie a qualche migliaio di persone in più che viene nella capitale per due settimane. Roma non ha bisogno di questo per creare turismo, ma di strade migliori, più servizi e di una maggiore sicurezza.

Cosa pensa invece dell’investimento che sarà necessario nel caso in cui la capitale dovesse ospitare l’evento?