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OLIMPIADI 2020/ Caro Monti, senza coraggio l’Italia “chiude bottega”

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L'unica cosa di cui aver paura è la paura”, diceva il più grande presidente americano del Novecento, Franklin Delano Roosevelt (scriviamolo all'olandese, come egli era di origine). Il leader che contrastò la “grande depressione” dopo il 1929, ai tempi dei grandi romanzi, tragici e epici, di John Steinbeck come “Furore” e “Uomini e topi”, non aveva una ideologia precisa, si definiva semplicemente: “Un democratico e un cristiano e basta”. Non aveva neppure una teoria economica a cui si ispirava scrupolosamente per “salvare il libero mercato”, tagliando le unghie al capitalismo finanziario e al liberismo sfrenato che aveva portato al crollo di Wall Street. Roosevelt si fidava del suo ministro “sociale” Harry Lloyd Hopkins, che salvava famiglie e imprese innanzitutto, prima delle banche. Spronava con delle speranze il popolo americano e non si curava del banchiere JP Morgan, che aveva proibito di pronunciare il nome di Roosevelt in casa sua “perché gli faceva alzare la pressione”. Per fortuna, la storia consegna la schiatta dei Morgan come dei “grandi bancari” e Roosevelt come un grande politico, un presidente che sconfisse la “grande depressione” e, poi, Adolf Hitler. Forse la premessa è un po' troppo enfatica per inquadrare il “no olimpico” del nostro presidente del Consiglio, Mario Monti, e del suo “governo di tecnici”. Ce ne scusiamo. Ma il metodo di affrontare le crisi con la paura, con i tagli e ritagli di bilancio, senza osare di uscire minimamente dal proprio orto di casa, imposto magari dai “grandi burocrati” europei, ci ha ricordato quel periodo molto più tribolato e i protagonisti di quel tempo. Si dice che le Olimpiadi siano un'occasione, tante volte sprecata come è stato ad Atene. Si pensa, magari guardando ai sondaggi, che gli italiani hanno fatto sacrifici in questi mesi e che non si possono permettere di organizzare un'Olimpiade. E poi ci sono i precedenti italiani di “sprechi e corruzione”. Ma si dimenticano ad esempio, Cortina, Roma 1960, la recentissima Olimpiade invernale di Torino. E tante altre Olimpiadi che hanno smosso positivamente le economie di tanti Paesi. La signora Angela Merkel, che è cresciuta e ha fatto i suoi studi nella Germania Democratica di “liberal” come Walter Ulbricht e Eric Honecker, ci sta insegnando il valore del risparmio, del rigore e della penitenza.



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