Roma
martedì 21 febbraio 2012
Dopo il no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, il primo cittadino della capitale, Gianni Alemanno, ha inviato nella mattinata di ieri una lettera al presidente del Consiglio Monti. Il sindaco chiede, in vista del Giubileo del 2025, maggiori poteri e risorse: secondo Alemanno è necessario rilanciare Roma Capitale, riconoscere il Secondo Polo Turistico di Roma, arrivare alla costruzione dello scalo aeroportuale intercontinentale di Fiumicino 2 e completare la rete delle metropolitane. IlSussidiario.net ha chiesto un commento a Marco Ponti, professore di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano.
Alemanno ha scritto che il progetto olimpico avrebbe «messo in moto nella capitale ben 9,8 miliardi di finanziamenti» e che «gran parte di queste risorse sarebbero servite […] per completare la dotazione infrastrutturale della città». Cosa ne pensa?
Sono convinto che con la decisione di Monti di rinunciare alla candidatura olimpica di Roma, la città non abbia perso nulla. “Perdere” è diverso da non avere, quindi fatico a capire la logica della lettera che Alemanno ha inviato al presidente del Consiglio. Roma non ha perso questi fondi, ma semplicemente è stato ritenuto che ospitare i Giochi non sarebbe stato un vantaggio complessivo per la collettività.
Il primo cittadino sostiene che impegni come quello del Giubileo 2025 non possono essere affrontati da Roma con un aeroporto intercontinentale attualmente sottodimensionato e con numerosi altri problemi. Come giudica la situazione attuale di Fiumicino?
Non posso escludere a priori che l’aeroporto di Fiumicino sia sottodimensionato rispetto alla domanda, ma bisogna vedere quanti fondi pubblici richiede un intervento. Perché mai Fiumicino dovrebbe essere finanziato da soldi pubblici, quando generalmente l’aeroporto è un’infrastruttura che si finanzia attraverso le tariffe pagate dagli utenti?
Si legge anche di un progetto legato alla costruzione dello scalo aeroportuale intercontinentale di Fiumicino 2. Cosa ne pensa?
Il quadro erogativo è attualmente piuttosto complicato, perché in realtà l’accoglimento dei contratti di programma sarebbe compito specifico della nuova Autorità dei trasporti, che ne deve valutare la congruenza. Sembra però che secondo l’ultima legge i grandi aeroporti, che accolgono quindi oltre 5 milioni di passeggeri all’anno, possano derogare dal controllo di questa nuova Autorità, ma sinceramente spero che tutti i contratti di programma possano essere guardati con cura da una autorità che abbia le competenze tecniche necessarie.
In quali casi è invece giusto utilizzare fondi pubblici?
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