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OLIMPIADI 2020/ Ecco come Roma può vincere la candidatura

giovedì 9 febbraio 2012

Benché stia governando con inamovibile piglio decisionista, dipingendo un’altra Italia per decreto, sulle Olimpiadi tergiversa, nicchia, elude la risposta all'unica domanda: perché? Forse, Mario Monti, una decisione l’ha già presa. Affinché accanto a Madrid, Tokyo, Badu, Istanbul e Doha compaia anche Roma tra le candidate ai giochi olimpici del 2020, è necessario presentare domanda entro il 15 febbraio. Di quest’anno, ovviamente. Ebbene, non è escluso, a conti fatti, semplicemente abbia stabilito che non sarà presentata. Troppi rischi – può aver ragionato -, troppo incerti i benefici. Eppure, pensavamo che un’Olimpiade rappresentasse la garanzia di un rilancio economico. Che le cose non stiano così? lo abbiamo chiesto a Vittorio Ferri.

Come mai il governo italiano non ha preso una decisione sulle Olimpiadi?

Le decisioni in ordine alla candidatura sono in genere abbastanza complesse e i benefici in termini economici per questi eventi non sempre sono certi, effettivamente. La cautela, quindi, può essere benvenuta in quanto, in una situazione economica generale incerta, prestarsi a investimenti così onerosi può risultare controproducente.

In quali casi può verificarsi tale ipotesi?

Molto dipende da come l’evento viene progettato. Alcuni effetti sono misurabili, altri no. In generale possiamo dire che abbiamo una distribuzione nel tempo dei benefici e dei costi; essi vanno suddivisi tra la fase precedente alla realizzazione, quella contemporanea e quella successiva.

Ci spieghi meglio

Nella prima fase si determinano l’alimentazione della domanda e una maggiore attività economica dovuta alla realizzazione delle infrastrutture e degli impianti ma, contestualmente, una maggiore spesa, legata agli investimenti necessari; durante l’evento si hanno i maggiori effetti, provenienti da turismo, dai redditi derivanti dalla vendita di biglietti, dai diritti televisivi, o dalle sponsorizzazioni. Al contempo, tuttavia, non è escluso un aumento dei costi. Dopo l’evento, infine, c’è il problema dell’eredità olimpica, con i problemi legati alla gestione degli impianti e delle infrastrutture.

Eppure, Roma dovrebbe essere già adeguatamente dotata di impianti e infrastrutture. Non potrebbe trattarsi, al limite, di un semplice ammodernamento?

 




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