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IL CASO/ L'Orchestra Giovanile del Teatro dell'Opera evita la fuga dei talenti

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L’Orchestra Giovanile del Teatro dell’Opera di Roma  L’Orchestra Giovanile del Teatro dell’Opera di Roma

Nelle ultime settimane, su queste pagine, abbiamo dedicato attenzione all’educazione musicale e alle prospettive per i giovani musicisti italiani. Abbiamo pubblicato un’inchiesta, un appello al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’Istruzione e servizi a più voci su quello che è uno dei problemi chiavi della cultura italiana. Di recente, in corrispondenze dal Festival del Tirolo a Erl, abbiamo sottolineato come circa la metà dei giovani strumentisti dell’orchestra (un organico di 140 per le grandi opere wagneriane) fosse italiano. Molti di coloro hanno seguito i corsi del Teatro Lirico Sperimentale A. Belli di Spoleto, hanno trovato sistemazione definitiva in Germania, Europa Centrale e Usa quando nessuna porta si apriva loro in Italia. Senza un ‘sottostante’ di cultura musicale – hanno argomentato numerosi studi – è difficile concepire che, soprattutto in una fase di recessione, si trovi in seno al Governo ed al Parlamento la maggioranza necessaria per dare priorità alle attività musicali.
 
In questo contesto, è importante sottolineare l’iniziativa del Teatro dell’Opera di Roma di dare vita ad un’Orchestra Giovanile, attualmente guidata dal Maestro del Nicola Paszkowski, che si è presentata al pubblico il 27 ed il 29 luglio con due applauditi concerti rispettivamente alla Palestra Orientale delle Terme di Caracalla e al Teatro Romano di Ostia Antica. Non si tratta di una formazione che vuole essere permanente come altre orchestre che nate con l’attributo “giovanile”  sono ora composte da quarantenni e anche cinquantenni. Ogni anno viene effettuata una selezione tra giovani diplomati (hanno sui 18 anni , alcuni anche meno) che seguono un corso di alta formazione e si esibiscono in pubblico. Non hanno una promessa, pur vaga di impiego presso la Fondazione lirica romana, ma vengono avviati al lavoro. Come ama ripetere il Senatore a vita Carlo Azeglio Ciampi (grande appassionato di musica), è un metodo simile a quello del concorso annuale della Banca d’Italia: ogni stagione ha il proprio raccolto. Raccolto che, senza dubbio, resterà affiliato (almeno sentimentalmente) al Teatro dell’Opera ed ai colleghi di corso ma, come molti giovani entrati inizialmente in Banca d’Italia, troverà la propria strada dopo che ha avuto l’opportunità di esibirsi in pubblico.
 



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