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RIFIUTI/ Malagrotta 2 alla Solfarata? Il Municipio dice no

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Il rischio è quello che si crei una Malgrotta 2 sui terreni dell'Agro Romano con numerosi vincoli di natura ambientale ed archeologica. Da quando Malagrotta, la discarica più estesa d'Europa, per la quale è in corso una procedura d'infrazione dell'Unione Europea, dovrà chiudere i battenti, si è creata una corsa contro il tempo per individuare un sito alternativo. Malagrotta ha subito diverse proroghe, l'ultima il 27 giugno scorso quando il prefetto della capitale e commissario straordinario per i rifiuti, Goffredo Sottile, ha firmato un documento in cui viene differita la chiusura del sito fino al prossimo 31 dicembre. Il problema ora è mettere d'accordo gli attori chiamati a decidere la nuova “casa” per i rifiuti espulsi da Malagrotta. Tradotto: Ministero dell'Ambiente, enti locali e istituzioni romane. L'ultima ipotesi in ordine di tempo vedrebbe in pole position le aree comprese nella porzione di terreno fra Cecchignola e Solfatara, terreni che da tempo sono sotto tutela ambientale. La Provincia un mese fa aveva trasmesso alla Regione e al Comune una valutazione sui siti ritenuti idonei per ospitare l'impianto “sfrattato” da Malagrotta. Si partiva da Monte Carnevale, quasi subito bocciato, perchè sede di un centro di intelligence interforze di competenza del ministero della Difesa. Per ora, le alternative sembrano essere l'area adiacente a Villa Adriana, Pian dell'Olmo, località a nord di Roma al confine con il comune di Riano, Monti dell' Ortaccio e, appunto, Cecchignola e Solfarata. Il Municipio XII ha votato all'unanimità un documento che dice 'no' alla proposta che vorrebbe realizzare una nuova discarica, accogliendo le richieste dei cittadini che si sono costituiti in vari comitati. “Il consiglio ha votato compatto contro la costruzione della discarica - dice Marco Cacciotti, presidente del Consiglio Municipale della dodicesima circoscrizione - poiché quell'area fa parte del perimetro dell'Agro Romano che è stato oggetto di dichiarazione di tutela da parte del ministero dei beni culturali almeno un anno e mezzo fa”. Un documento, quello votato dal Municipio che, comunque, non ha il potere di fermare le intenzioni della comitato costituito da Comune, Provincia e Regione e che è chiamato a decidere il nuovo sito insieme al commissario straordinario per i rifiuti:



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