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IL CASO/ Gasparri e Marino, per "esistere" è davvero permesso tutto?

Pubblicazione:mercoledì 22 ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 22 ottobre 2014, 10.25

Ignazio Marino con una coppia gay (Infophoto) Ignazio Marino con una coppia gay (Infophoto)

Non voglio addentrarmi nei dettagli di quello che è accaduto. Non è neanche cronaca ma solo tristezza. Scrivo solo per ricordarci che le persone, i loro affetti, i loro figli, non dovrebbero essere mai usati dai politici. Mai. Rappresentati e protetti, sì: usati mai.

Tutto comincia domenica quando il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, commenta il messaggio di un utente twitter che aveva postato l'immagine di Fedez con il cartello: «#Stopinvasione della Lega Nord! Io accolgo migranti in casa. Gratis!» Aveva preso le difese del rapper una sua giovane fan e allora il vicepresidente del Senato — è bene ricordare di chi stiamo parlando — aveva raddoppiato con il tweet «Meno droga, più dieta, messa male». 

Chi oggi non ha letto di almeno un ragazzo o una ragazza che si sono uccisi per un post al veleno sul loro aspetto? Quanti ragazzi e ragazze sono vittime del cyberbullismo? Fedez lo sa, a quanto pare, e ha risposto per le rime e da persona responsabile. Gasparri, invece, a quanto pare non lo sa. Ora, però, ha ottenuto che si parli di lui, si retwitti di lui, si facciano hashtag su di lui. Possibile che un uomo adulto rivestito di una carica istituzionale così importante, non sappia trattenere il ditino e ancor prima il pensiero, e invii un tale insulto ad una ragazza? Possibile, sì, e anzi, purtroppo, io credo sia peggio. Io non credo volesse insultare la ragazza. Credo volesse semplicemente rimettere il suo nome nel giro delle tendenze di twitter. Nel giro dei retweet. 

Nel giro, insomma. Il vice presidente del Senato non è nuovo alla politica e ai suoi meccanismi, allora perché lo fa? per far parlare di sé. Lo dice per esistere. Perché, dai tempi di Oscar Wilde parlare male è pur sempre parlare. È in questi giochi di parole che sono schizzi di fango, che i politici perdono la credibilità.

Noi, da sempre, siamo quello che pensiamo, diciamo, scriviamo, firmiamo e, ora, anche che cinguettiamo. Quello che comunichiamo di noi è lì, tra quelle parole, e le persone che le ascoltano leggono non le nostre parole ma chi siamo noi. La comunicazione non è solo informazione ma comunione, non l'hanno ancora imparato i nostri politici? Bisogna sapere che le parole sono pericolose perché escono dal cuore e ne portano il segno, lo rendono visibile. Se lancio parole che uccidono, semino morte. Oppure, come il suo collega Marino, se dico parole vuote, se faccio atti vuoti, comunico chi sono: il vuoto. Se comunico parole-sasso faccio morti e feriti, se firmo con la mia firma di sindaco registri che tali non sono, che non cambiano la realtà se non quella delle prime pagine della mia personale rassegna stampa, dico chi sono. Marino, se comunica vuoto avrà una scheda vuota. 


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COMMENTI
22/10/2014 - risposta a Claudia Mazzola ed Elisabetta Galli (Mauro Leonardi)

Grazie Claudia ed Elisabetta!!

 
22/10/2014 - Per esistere basta esistere come siamo (claudia mazzola)

Lo dice Gesù che fa più male quello che esce dalla nostra bocca che quello che entra, e se lo dice Lui sarà vero o no?

 
22/10/2014 - Non sono daccordo (elisabetta galli)

Sono daccordo con lei Sig.Crippa per quanto riguarda l'insulto dell'onorevole Gasparri che si è fatto anche un bel po' di pubblicità tra giri televisivi e sul web. Non sono daccordo sul sindaco Marino. Sono romana, è il mio sindaco, e per legiferare ha le opportune sedi. Non dovrebbe aver bisogno di fare pressioni sul suo partito ma, se è il suo partito, dovrebbe partecipare alle riunioni del direttivo o della base con proposte o eventuali lamentele visto che non sente rappresentato il suo volere. Lasciasse stare la vita delle persone che sono servite a lui per la sua, appunto, come da lei definita, raccolta voti. Le campagne elettorali si fanno con i sottotitoli che avvisano che si sta facendo pubblicità a scopo elezioni. Non si usano le persone e i loro bambini. Non si usano le sale del municipio della città che deve servire come sindaco per "raccogliere il favore di potenziali elettori in un momento difficile della sua amministrazione", come ha giustamente rilevato.

 
22/10/2014 - Processi alle intenzioni (Giuseppe Crippa)

Non mi pare, caro don Mauro, che i due gesti siano animati dalla medesima voglia di protagonismo. Il gesto di Gasparri è, ovviamente a mio avviso, semplicemente quanto appare, cioè un insulto, davvero imperdonabile in qualunque adulto ed a maggior ragione in un parlamentare ed il fatto di essere stato a sua volta insultato ne sminuisce solo in piccola parte la gravità. Quello di Marino è una pressione al suo partito perché legiferi in un certo modo ed un modo di raccogliere il favore di potenziali elettori in un momento non felice per la sua amministrazione. Mi stupisco quindi di vederli accumunati in uno stesso post quasi che non si sia avuto il coraggio di stigmatizzare in un singolo intervento uno dei due fatti di cronaca, ma questa mia affermazione è un processo alle Sue intenzioni, esattamente come un processo alle intenzioni di Gasparri ed a quelle di Marino è questo suo post.

RISPOSTA:

Ha lei stesso la possibilità di verificare il mio coraggio scorrendo sotto la voce "autori" gli articoli che ho pubblicato qui: l'ultimo in particolare, quello di domenica a proposito della moglie di Maometto di 6 anni, ha richiesto molto coraggio non solo a me ma anche alla redazione. Per il resto ho voluto stigmatizzare un andazzo, tra i politici, che a volte fa rimpiangere i tempi Jader Jacobelli. Aggiungo che i politici non hanno capito che nei social si vede chi siamo realmente e c’è molto poco di virtuale. Fedez è stato un signore per come ha risposto e difeso la ragazza e la ragazza ha ricevuto talmente tanto affetto e sostegno che spero dimentichi l’offesa alla sua persona. ML