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martedì 9 febbraio 2010 S. Apollonia martire - Ultimo agg.: 09/02/2010 17:05
 

09/02/2010 - 6.06

La recensione di MARCO TARGA del Don Giovanni in scena al Teatro alla Scala di Milano con la regia di Peter Mussbach. Un'idea completamente diversa rispetto a quella di Giorgio Strehler del 1987 che ambienta il capolavoro mozartiano negli anni Cinquanta

 

03/02/2010 - 11.35 

"Uso il crack non per sballarmi, ma come antidepressivo". Questa dichiarazione è costata il Festival di Sanremo a Morgan (ex BluVertigo e giudice X Factor). Le radici antiche del rapporto tra arte e droga secondo PAOLO VITES

03/02/2010 - 6.00 

ADELCHI CREMASCHI ripercorre le tappe dell'incontro umano e musicale con Dizzy Gillespie. Trombettista, padre del Be Bop insieme a Charlie Parker, dotato di una tecnica funambolica e di un talento purissimo nel suo sbarco a Roma

02/02/2010 - 6.07 

WALTER GATTI al concerto degli Area al Teatro di San Lazzaro di Savena. La reunion di un gruppo che ha fatto la storia della musica italiana. Ares Tavolazzi (basso), Paolo Tofani (chitarre) e Patrizio Fariselli (tastiere), senza nostalgia, ma con la voce di Demetrio Stratos nelle orecchie e nel cuore

01/02/2010 - 6.03 

WALTER MUTO introduce all'ascolto di Telegraph Road, uno dei pezzi più articolati della produzione dei Dire Straits, la band capitanata da Mark Knopfler, inglese nato a Glasgow con il pallino dell'America. Una perla dall'album "Love Over Gold"

08/02/2010 - 6.11

Secoli fa i menestrelli giravano di città in città ad allietare principi e principesse, ma anche contadini, gente semplice. Univano le persone in modo che il giorno dopo si potesse affrontare la vita con più letizia e serenità... PAOLO VITES racconta il concerto di ieri sera degli Swell Season a Milano

05/02/2010 - 6.11

Un documentario ispirato al libro "A People History of the United States" dello scrittore Howard Zinn. La storia d’America attraverso protagonisti minori e spesso tralasciati, con la colonna sonora di Bruce Springsteen, Eddie Vedder (Pearl Jam), Randy Newman, e un certo Bob Dylan. La Recensione di PAOLO VITES