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venerdì 3 settembre 2010 San Gregorio I, detto Magno - Ultimo agg.: 03/09/2010 06:10
 
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Genitori "incapaci"

giovedì 22 luglio 2010

A Trento una giovane madre ha conosciuto il rigore della giustizia che quando vuole sa essere rapida e inesorabile, specie con i deboli. Aveva appena partorito ma il bambino le è stato sottratto dal Tribunale dei minori in esecuzione di una procedura di adottabilità. Motivo? E’ povera, guadagna appena 500 euro al mese.

 

Aveva voluto il bambino, resistendo alle pressioni di chi tra medici e assistenti sociali le aveva suggerito di abortire, e conscia della sua situazione di difficoltà economica aveva chiesto un affido condiviso. La risposta le è arrivata praticamente in sala parto: via il bambino, ci pensiamo noi, la società. Che poi vuol dire istituto e pratiche di adozione.

 

La mamma ha cercato disperatamente di farsi ascoltare dal giudice, che l’ha ricevuta dopo un mese (!) per comunicarle che avrebbe avviato una perizia per valutarne la “capacità genitoriale”; tempo previsto: otto mesi (!). Un grandioso paradosso. Come potrà la madre dimostrare capacità di accudire un figlio in assenza del figlio?

 

Il caso è stato reso noto da uno psicologo che peraltro svolge consulenza tecnica per lo stesso Tribunale che commenta: “I procedimenti con cui il Tribunale dei minori separa i bambini dalle madri in nome dell’incapacità genitoriale sono un abuso scientifico”. Già. A molti dirà poco, ma quella formuletta, “incapacità genitoriale”, è l’incubo di migliaia e migliaia di famiglie.

 

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