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TERREMOTO ABRUZZO/ Poletto (Cdo): ecco perché Tremonti sbaglia sul 5 per mille

mercoledì 15 aprile 2009

 

Il comunicato stampa del Ministro ci coglie un po’ di sorpresa. “Il Ministro dell'Economia e Finanze Giulio Tremonti ha attivato presso il ministero le procedure per introdurre il terremoto dell'Abruzzo nell'elenco delle causali di destinazione per il cinque per mille”. Bene, viene da dire. Ma poi ci si riflette un po’ e i conti non tornano.

Infatti, la scelta dei cittadini di destinare il proprio cinque per mille a favore delle popolazioni terremotate è una destinazione a favore dello Stato a discapito delle realtà non profit. Non si tratta di nuovi fondi stanziati, ma di soldi che – anziché essere destinati a organizzazioni non profit, enti di ricerca e simili – rimarranno nelle casse dello Stato, il quale si impegnerà a destinarli per la ricostruzione.

Molte realtà non profit in questi giorni si sono spese per portare i primi soccorsi alle popolazioni colpite e la loro azione è stata sotto gli occhi di tutti. Quando accadono eventi drammatici, così come nelle situazioni di povertà o emarginazione, il nostro Paese mette sempre in campo delle risorse di umanità impressionanti, che vanno dalla solidarietà quasi spontanea della gente, alle opere non profit, che rappresentano spesso una forma stabile di tale umanità.

Il fatto che lo Stato dica “dai a me il cinque per mille”, necessariamente vuol dire “non darlo a loro”. Ma il cinque per mille è una fonte di sostentamento importante per queste realtà, che in un periodo di crisi come questo si trovano spesso a non disporre di risorse stabili. Il fatto che la destinazione del cinque per mille “al terremoto” sia a discapito loro che conseguenze può portare?

Il nostro Paese non può permettersi di perdere una risorsa così importante come il privato sociale. Già l’impressionante ritardo dei pagamenti da parte di molti enti pubblici (il cinque per mille 2007 manca ancora all’appello…) sta mettendo a rischio di sopravvivenza molte realtà non profit.

Se anche l’importante strumento del cinque per mille – seppur per una causa importante – ritorna nelle casse dello Stato, si corre seriamente il rischio che le prossime calamità, le situazioni di degrado e di povertà non vedano più l’intervento tempestivo e appassionato delle nostre realtà non profit. Ma questo non possiamo proprio permettercelo.

 

 

 



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COMMENTI
15/04/2009 - 1%° STRAORDINARIO (Maurizio Petrillo)

Il 5%° è una modalità "ordinaria" con cui si è permesso al cittadino di usare la sua parte di fiscalità per aiutare direttamente realtà che, secondo lui, meritano di essere aiutate. Il terremoto è un evento "straordinario", mi sembra assolutamente non opportuno usare uno strumento ordinario per un evento straordinario. Perchè non pensare a un 1 (o anche 2)%° straordinario da devolvere alle realtà NON PROFIT che stanno aiutando, e aiuteranno nel futuro, la parte del nostro popolo colpito dal terremoto. Mi sembrerebbe un ottimo metodo da usare in casi come questo: risorse messe a disposizione delle realtà che hanno permesso di affrontare un evento così terribile in un modo così umano e efficace.

 
15/04/2009 - ... e perchè non "spalmare" la solidarietà? (ANDREA DEMOZZI)

Data l'eccezionalità dell'evento, si potrebbe destinare d'ufficio pro-terremotati una quota (ad esempio il 5% del 5x1000 e 8x1000) su tutte le destinazioni previste. Le associazioni ed istituzioni otterrebbero solo per quest'anno un 4,75x1000 e un 7,60x1000 "netto", ma probabilmente su un importo maggiore, per l'effetto di attrazione della destinazione pro-terremotati.

 
15/04/2009 - 5 X MILLE ALLO STATO (Lorenzo Rigon)

Concordo con Poletto e aggiungo anche un ulteriore rischio relativo alla destinazione del 5xmille:che anche i comuni ne potranno usufruire in pratica sostituendosi alla società civile. Un comune che voglia garantire la sussidiarietà dovrebbe, anziche proporsi come unico destinatario nel suo terrirorio, proporre anche l'elenco delle associazioni residenti che ne possono usufruire garantendo così una pluralità di scelta al cittadino e aiutando le associazioni nelle spese di comunicazione. Lorenzo Rigon

 
15/04/2009 - Statalismo (Daniele Gigli)

Appare evidente, inoltre, come a questa ipotesi sottostia la concezione che lo stato - e solo lui - possa far meglio. Come se la sussidiarietà, anziché mostrare la sua utilità e funzionalità in queste situazioni, fosse in realtà un orpello che ci si può permettere solo in tempi di pace.

 

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