martedì 20 maggio 2008
Non bastavano le polemiche tra Italia e Spagna: anche l’Unione europea ha deciso di gettare benzina sul fuoco. L'assemblea plenaria del Parlamento europeo ha infatti approvato a Strasburgo una richiesta del gruppo Pse di tenere un dibattito in aula questa sera sulla situazione dei Rom in Italia e nell’Ue. «Dobbiamo evitare che succeda anche altrove ciò che è successo in Italia, e vogliamo sapere che cosa ha fatto in passato e che cosa intende fare in futuro la Commissione europea», ha addirittura dichiarato il capo gruppo del Pse Martin Schulz. Ma secondo il vicepresidente del Parlamento europeo Mario Mauro si tratta di «una polemica assolutamente strumentale». Che significato ha questa decisione del Parlamento europeo di dibattere su un problema italiano, che peraltro è ancora in fase di discussione? Dobbiamo essere chiari sul significato di quello che è accaduto: questo è il benvenuto della sinistra europea al governo Berlusconi. Nella presa di posizione del Parlamento europeo, ottenuta a maggioranza, con il voto contrario del Ppe e il voto favorevole di socialisti, liberali di sinistra, verdi e comunisti, altro non c’è che il desiderio di far convergere e di scaricare tutte le contraddizioni del dibattito sull’immigrazione sul nuovo governo italiano. Altri potrebbero dire che si tratta semplicemente di una presa di posizione in un momento in cui la questione immigrazione e sicurezza sta assumendo una rilevanza particolare. Non è così, e questo è dimostrato dal fatto che gli stessi problemi, e in forma ben più virulenta, si sono già manifestati nei diciotto mesi precedenti in Italia, e per il solo fatto che il presidente del consiglio in Italia si chiamava Romano Prodi sono stati sostanzialmente ignorati. La sinistra europea, quando c’è stata la discussione sull’omicidio della Reggiani a Roma, non ha trovato di meglio che scaricare tutta la propria furia vendicatrice sul commissario alla giustizia italiano di allora, Frattini, per il semplice motivo che era espressione del precedente governo di centrodestra. Il dibattito che si terrà oggi, dunque, secondo lei non porterà nessun contributo in termini di soluzione del problema dei Rom? Il dibattito sui Rom è assolutamente strumentale: non c’è nessuna volontà di trovare soluzioni adeguate al problema. Al centro di tutto c’è solo una polemica politica fine a se stessa, che ha l’unico intento di penalizzare il governo di centrodestra, il solo governo che fino ad oggi sta cercando di mettere a punto uno strumento normativo, del quale per altro non conosciamo ancora i dettagli, che possa in qualche modo affrontare il problema. Al di là delle polemiche, come valuta la situazione italiana riguardo al problema dei Rom? Io mi chiedo questo: come ha fatto l’Europa, come ha fatto Prodi e quindi come ha fatto l’Italia a tollerare che quello che abbiamo visto in questi giorni stia durando nel nostro Paese da così tanti anni? Questo rimane il problema: che in Italia vivano persone sotto un livello minimo di dignità. E questo rimane un fatto oggettivo. Prima ancora di vedere se questo accade altrove, io reputo che sia semplicemente intollerabile vederlo nel nostro Paese, e in questo senso auspico che lo strumento che verrà messo a punto nei prossimi giorni dal governo Berlusconi possa essere un modello dell’Europa. Quella del Parlamento europeo non è l’unica presa di posizione a livello internazionale contro l’Italia: c’è stato anche il caso delle critiche dalla Spagna. Qual è la sua posizione i proposito? Io mi aspetto che di fronte all’intervento dei ministri spagnoli arrivi, da parte del governo italiano, una risposta precisa. Mi auguro cioè che il governo italiano nelle sedi di merito – quelle diplomatiche e quella comunitaria – non trascuri di far sentire la propria voce. (Foto: Ansa) © Riproduzione riservata.
Non bastavano le polemiche tra Italia e Spagna: anche l’Unione europea ha deciso di gettare benzina sul fuoco. L'assemblea plenaria del Parlamento europeo ha infatti approvato a Strasburgo una richiesta del gruppo Pse di tenere un dibattito in aula questa sera sulla situazione dei Rom in Italia e nell’Ue. «Dobbiamo evitare che succeda anche altrove ciò che è successo in Italia, e vogliamo sapere che cosa ha fatto in passato e che cosa intende fare in futuro la Commissione europea», ha addirittura dichiarato il capo gruppo del Pse Martin Schulz. Ma secondo il vicepresidente del Parlamento europeo Mario Mauro si tratta di «una polemica assolutamente strumentale». Che significato ha questa decisione del Parlamento europeo di dibattere su un problema italiano, che peraltro è ancora in fase di discussione? Dobbiamo essere chiari sul significato di quello che è accaduto: questo è il benvenuto della sinistra europea al governo Berlusconi. Nella presa di posizione del Parlamento europeo, ottenuta a maggioranza, con il voto contrario del Ppe e il voto favorevole di socialisti, liberali di sinistra, verdi e comunisti, altro non c’è che il desiderio di far convergere e di scaricare tutte le contraddizioni del dibattito sull’immigrazione sul nuovo governo italiano. Altri potrebbero dire che si tratta semplicemente di una presa di posizione in un momento in cui la questione immigrazione e sicurezza sta assumendo una rilevanza particolare. Non è così, e questo è dimostrato dal fatto che gli stessi problemi, e in forma ben più virulenta, si sono già manifestati nei diciotto mesi precedenti in Italia, e per il solo fatto che il presidente del consiglio in Italia si chiamava Romano Prodi sono stati sostanzialmente ignorati. La sinistra europea, quando c’è stata la discussione sull’omicidio della Reggiani a Roma, non ha trovato di meglio che scaricare tutta la propria furia vendicatrice sul commissario alla giustizia italiano di allora, Frattini, per il semplice motivo che era espressione del precedente governo di centrodestra. Il dibattito che si terrà oggi, dunque, secondo lei non porterà nessun contributo in termini di soluzione del problema dei Rom? Il dibattito sui Rom è assolutamente strumentale: non c’è nessuna volontà di trovare soluzioni adeguate al problema. Al centro di tutto c’è solo una polemica politica fine a se stessa, che ha l’unico intento di penalizzare il governo di centrodestra, il solo governo che fino ad oggi sta cercando di mettere a punto uno strumento normativo, del quale per altro non conosciamo ancora i dettagli, che possa in qualche modo affrontare il problema. Al di là delle polemiche, come valuta la situazione italiana riguardo al problema dei Rom? Io mi chiedo questo: come ha fatto l’Europa, come ha fatto Prodi e quindi come ha fatto l’Italia a tollerare che quello che abbiamo visto in questi giorni stia durando nel nostro Paese da così tanti anni? Questo rimane il problema: che in Italia vivano persone sotto un livello minimo di dignità. E questo rimane un fatto oggettivo. Prima ancora di vedere se questo accade altrove, io reputo che sia semplicemente intollerabile vederlo nel nostro Paese, e in questo senso auspico che lo strumento che verrà messo a punto nei prossimi giorni dal governo Berlusconi possa essere un modello dell’Europa. Quella del Parlamento europeo non è l’unica presa di posizione a livello internazionale contro l’Italia: c’è stato anche il caso delle critiche dalla Spagna. Qual è la sua posizione i proposito? Io mi aspetto che di fronte all’intervento dei ministri spagnoli arrivi, da parte del governo italiano, una risposta precisa. Mi auguro cioè che il governo italiano nelle sedi di merito – quelle diplomatiche e quella comunitaria – non trascuri di far sentire la propria voce.
Sono sicuro che le parole di Mauro corrispondano a verità e che dietro questo intervento della Spagna ci siano pruriginosi motivi politici.Non mi convince però il tono difensivo dell'articolo, come se il nostro primo interesse fosse la difesa del governo. Come aiuto per la mia quotidianità mi piacerebbe avere un giudizio più approfondito sulla questione dell'immigrazione in sè. Una delle mie più care amiche è una ragazza rumena, cattolica, sposata con un figlio, in Italia da 2 anni per un dottorato.Per avere sulla targa la bandiera blu-giallo-rossa, la sua auto è diventata un cimitero di grafiti. Lei stessa è costretta a negare la sua nazionalità nel suo condominio, perchè a giorni alterni ignoti vengono a suonare alla porta dei vicini, manifestando insistentemente la loro preoccupazione.Non parlo poi della badante di mia nonna, cristiana e grande lavoratrice. D'altra parte vedo bene che cosa fanno alcuni rom nel mio quartiere. Ieri sera parlando con un mio caro amico una sua frase è stata: "mandiamoli via tutti" (identificando per di più due popoli che poco hanno in comune). Questo potrebbe anche essere ragionevole ma sento bruciare in me l'urgenza di dare un giudizio mio (anche perchè sinceramente c'è qualcosa che non mi torna) un giudizio originale, libero da un certo tollerantismo e un certo xenofobismo (che poi sono due faccie dello stesso indifferentismo), libero dal meccanismo politico, un giudizio che possa essere, nel suo piccolo, fattore di costruzione e di Novità.
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