venerdì 26 giugno 2009
Non c’è dubbio, i brani scelti per il tema Tecnico Scientifico, quello sul Network, su Internet e i media, tanto per intenderci, rispecchino appieno la realtà attuale. Oltre a ciò, sebbene marginalmente, introducono anche quella sorta di rigetto che oggi cominciamo a sentire nei confronti del continuo bombardamento di informazioni e di collegamenti alla rete. Un fenomeno che chiaramente è a danno dell’unicità della persona e della sua libertà. Il fatto di essere o, peggio, di sentirsi continuamente spiati, in questi giorni anch’esso particolarmente attuale, è solo uno dei sintomi di tale malessere. Personalmente comincio a sentire un certo senso di stanchezza, ma non sono sicuro che questo sentimento sia condiviso o condivisibile da ragazzi di diciotto anni. Con questo non voglio alludere alla trita retorica dei “nostri tempi”, bensì dipingermi come uno dei tanti testimoni di un cambiamento radicale del modo di comunicare. Mi sembrerebbe dubbio che un atteggiamento critico come il mio, o come quello vagamente suggerito dai testi in esame, si ripresentasse fra i fogli di qualche studente. Un giovane “esemplare” di quest’epoca infatti è perfettamente “connesso” con le novità che la tecnologia propone, ma non può, per motivi anagrafici, percepire un confronto con gli anni che precedettero questo periodo. E questo confronto porta a una riflessione ulteriore, il secondo sintomo del malessere cui accennavo sopra: l’eccessiva dipendenza dalla tecnica e dalla tecnologia. Se un ragazzo impostasse il suo tema sotto quest’ottica rischierebbe a mio avviso di comporre un elaborato realmente originale. Quanto infatti della nostra memoria “dipende” letteralmente dagli strumenti tecnologici attuali? Ricordarsi un numero di telefono, sapersi orientare in una città, riuscire a calcolare a mente e mandare a memoria poesie e citazioni, è ancora possibile? O lo sarà un giorno? Si badi che queste non sono invettive contro il progresso e l’avanzata della scienza, bensì rappresentano una presa d’atto della graduale perdita di azioni e affezioni che ci distinguono in quanto “uomini”. Ciò detto ben venga un utilizzo ragionato e ragionevole, quindi non istintivo e casuale, di tutto quanto l’ingegno umano sarà in grado di offrirci. Rimane da dire che per un tema scientifico avrei personalmente preferito un argomento davvero “scientifico”. Il ricorrere al network scivola pericolosamente nelle tematiche sociali, mentre un bel tema incentrato sull’universo, considerando anche che questo è l’anno di Galileo e del lancio di Plank, mi sarebbe parso assai più appropriato.
Non c’è dubbio, i brani scelti per il tema Tecnico Scientifico, quello sul Network, su Internet e i media, tanto per intenderci, rispecchino appieno la realtà attuale. Oltre a ciò, sebbene marginalmente, introducono anche quella sorta di rigetto che oggi cominciamo a sentire nei confronti del continuo bombardamento di informazioni e di collegamenti alla rete.
Un fenomeno che chiaramente è a danno dell’unicità della persona e della sua libertà. Il fatto di essere o, peggio, di sentirsi continuamente spiati, in questi giorni anch’esso particolarmente attuale, è solo uno dei sintomi di tale malessere.
Personalmente comincio a sentire un certo senso di stanchezza, ma non sono sicuro che questo sentimento sia condiviso o condivisibile da ragazzi di diciotto anni.
Con questo non voglio alludere alla trita retorica dei “nostri tempi”, bensì dipingermi come uno dei tanti testimoni di un cambiamento radicale del modo di comunicare.
Mi sembrerebbe dubbio che un atteggiamento critico come il mio, o come quello vagamente suggerito dai testi in esame, si ripresentasse fra i fogli di qualche studente. Un giovane “esemplare” di quest’epoca infatti è perfettamente “connesso” con le novità che la tecnologia propone, ma non può, per motivi anagrafici, percepire un confronto con gli anni che precedettero questo periodo.
E questo confronto porta a una riflessione ulteriore, il secondo sintomo del malessere cui accennavo sopra: l’eccessiva dipendenza dalla tecnica e dalla tecnologia. Se un ragazzo impostasse il suo tema sotto quest’ottica rischierebbe a mio avviso di comporre un elaborato realmente originale.
Quanto infatti della nostra memoria “dipende” letteralmente dagli strumenti tecnologici attuali? Ricordarsi un numero di telefono, sapersi orientare in una città, riuscire a calcolare a mente e mandare a memoria poesie e citazioni, è ancora possibile? O lo sarà un giorno? Si badi che queste non sono invettive contro il progresso e l’avanzata della scienza, bensì rappresentano una presa d’atto della graduale perdita di azioni e affezioni che ci distinguono in quanto “uomini”.
Ciò detto ben venga un utilizzo ragionato e ragionevole, quindi non istintivo e casuale, di tutto quanto l’ingegno umano sarà in grado di offrirci.
Rimane da dire che per un tema scientifico avrei personalmente preferito un argomento davvero “scientifico”. Il ricorrere al network scivola pericolosamente nelle tematiche sociali, mentre un bel tema incentrato sull’universo, considerando anche che questo è l’anno di Galileo e del lancio di Plank, mi sarebbe parso assai più appropriato.
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