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martedì 9 febbraio 2010 S. Apollonia martire - Ultimo agg.: 09/02/2010 18:22
 
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FINANZA/ Quella bomba made in Usa che minaccia la ripresa

venerdì 9 ottobre 2009

Finalmente una buona notizia dagli Usa. Calano ai minimi da nove mesi le domande di nuovi sussidi di disoccupazione: nell'ultima rilevazione settimanale conclusa il 3 ottobre scorso, il numero di richieste è sceso di 33mila unità a 521mila rispetto al precedente livello di 554mila. Il dato è decisamente migliore di quanto stimassero gli analisti che prevedevano una flessione a 540 mila unità: si tratta del numero più basso di domande dal 3 gennaio scorso, quando ammontarono a 488mila.

 

Il problema è che questi dati servono a ringalluzzire i futures e far partire bene l'indice Dow Jones, non a offrire segnali di sistema rispetto a una ripresa. Mentre infatti Goldman Sachs emette il suo ennesimo report, questa volta decisamente corposo, in cui lancia la sfida agli investitori promuovendo e magnificando le opportunità del settore M&A - fusioni e acquisizioni - dalla Fed di Atlanta arriva un inquietante avviso ai naviganti.

 

Anche in questo caso con un report ripreso solo da Wall Street Journal e Cnbc, un analista ha tentato una simulazione per stimare l’effetto del ritardo con il quale le banche statunitensi fanno emergere le proprie perdite. Beh, il risultato fa venire la pelle d'oca: nel comparto dei mutui commerciali, infatti, si anniderebbe una vera e propria bomba che non è ancora emersa per la natura stessa di buona parte di questi mutui, definiti “interest-only loans” proprio perché il debitore, per un periodo determinato, ripaga gli interessi e non la somma ricevuta.

 

Al di là del porre sotto la lente d'ingrandimento il grado di tecnicalità truffaldina con cui le banche hanno evitato di inserire nei bilanci le perdite relative ai titoli tossici che hanno come sottostante questa categoria di mutui, il documento della Fed di Atlanta ha stimato che le perdite delle banche sui mutui commerciali dovrebbero esplodere letteralmente l’anno prossimo: le dimensioni di questa parte del mercato del mortgage statunitense sono enormi e per le banche la perdita sarebbe valutabile, sempre secondo il report, in poco meno di 7mila miliardi di dollari.

 

Evviva, le banche sono sanissime e bisogna investire sul ciclico, come ci ricordava l'altro giorno Bank of America-Merrill Lynch. Siamo alla follia, nemmeno più tanto lucida: il timore di nuove regole e minore possibilità di speculazioni abnormi sta facendo impazzire come mosche in un barattolo i grandi fondi e i grandi investitori. Non a caso l'oro continua il suo rally - ormai si parla di quota 1.500 dollari l'oncia entro Natale - grazie proprio all'attivismo degli hedge funds oltre che per la debolezza del dollaro. Schizza alle stelle il bene rifugio per antonomasia e la gente dice di investire sul ciclico invece che sul difensivo: mah, ancora una volta tocca constatare che la crisi non ha insegnato nulla.

 

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COMMENTI
11/10/2009 - ottimo commento (michele fortunato)

vorrei solo aggiungere che la bomba vera ce l'hanno in pancia le banche centrali: la bce continua a dare liq ai mercati prendendo in contropartita titoli - la cifra è oltre i 1000 milardi di euro e solo il 10% di qs titoli sono titoli di stato : il resto sono obbligazioni strutturate abs con rating anche singola A. di fatto le banche centrali hanno messo il probl degli asset tossici in freezer ma le banche torneranno a fare utili fra X anni (5 - 10?) e prima o poi tutta qs carta dovrà tornare sui mercati. quindi tutto l'ottimismo su un pronto recupero dell'economia appare ingiustificato.