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domenica 1 agosto 2010 Sant Alfonso Maria de Liguori - Ultimo agg.: 01/08/2010 01:45
 
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L'educazione del povero

venerdì 9 ottobre 2009

Esistono molti autorevoli studi sulla povertà, ma in Italia non era ancora stata realizzata una ricerca sulla povertà alimentare. Il motivo è molto semplice: l’estrema difficoltà a individuare e raggiungere un campione rappresentativo della popolazione in condizione di indigenza alimentare e il rischio di poca attendibilità delle risposte, a causa della vergogna per la propria condizione e della paura che le informazioni date possano essere utilizzate a proprio svantaggio.

 

La lacuna ora è stata colmata con la realizzazione de “La povertà alimentare in Italia. Prima indagine quantitativa e qualitativa” realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Università di Milano Bicocca e presentata ieri in Campidoglio.

 

L’indagine ha potuto essere realizzata grazie all’utilizzo della rete del Banco Alimentare, composta da circa 8.000 opere sociali distribuite su tutto il territorio nazionale che, ricevendo dal Banco gli alimenti da distribuire direttamente ai bisognosi, ha rappresentato il veicolo ideale per individuare un campione valido della popolazione afflitta da indigenza alimentare. Chi si presenta quotidianamente alle porte di questi enti a chiedere sostegno instaura infatti un naturale rapporto di fiducia con chi lo aiuta senza secondi fini.

 

Quali sono le conclusioni principali di questa ricerca? Una fra tutte. La povertà, che colpisce oggi in italia 3 milioni di persone, ha come origine principale la solitudine, l’allentamento di quei legami familiari, di quella rete di amicizie, di quell’appartenenza a comunità locali, circoli, movimenti, parrocchie, realtà sociali di qualunque credo, in una parola, di quell’intreccio di legami personali che hanno fatto e fanno il nostro tessuto sociale e la nostra welfare society, caratteristica più profonda del nostro Paese. Tutto quello che distrugge questo sistema naturale e storico diventa fattore di ineguaglianza.

 

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